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Marina di Fondi :: Demolizione degli abusi sul litorale
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Emanuele

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Demolizione degli abusi sul litorale
Inviato il: 23 Feb 2005, 19:34
Mercoledì 23 Febbraio 2005:
Demoliti gli abusi del litorale
demolizione E' caduta sotto i colpi delle ruspe la Muraglia di Tumulito, emblema dell'abusivismo devastante degli anni settanta ed ottanta. Stava lì dal 1967, a proteggere dagli sguardi indiscreti decine di costruzioni abusive ed i loro proprietari.

E' iniziata con un atto quasi simbolico la tornata di abbattimenti che il Comune completerà nelle giornate di oggi e di domani. Per tirare giù il muro che correva per una ventina di metri, i mezzi meccanici della ditta campana, cui il Comune ha appaltato le demolizioni, hanno dovuto lavorare per tre ore. Poi è toccato a tre villette e ad altri manufatti di più piccole dimensioni: piazzole e ricoveri per roulotte, piccole recinzioni. Dieci abbattimenti in tutto. Altrettanti sono in programma per oggi e domani. Costruzioni di proprietà di residenti fondani, ma anche di ciociari e romani. Iniziate di primo mattino, le demolizioni si sono concluse solo nel tardo pomeriggio, coordinate dal dirigente dell'ufficio tecnico comunale Martino Di Marco. Alle operazioni ha assistito uno spiegamento di forze dell'ordine (Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza, Vigili urbani), ma non si sono registrati momenti di tensione. Quattro proprietari hanno preferito l'abbattimento «fai da te» per evitare l'addebito della spesa (circa 40 euro al metro). Per altre ordinanze di demolizione all'ultimo momento è arrivata la sospensiva del Tar di Latina, che ha sancito il principio per cui non possono essere eseguiti gli abbattimenti di immobili, pur in zona vincolata, per cui è stata presentata istanza di condono e pagata l'oblazione. Ora, dopo l'opera delle ruspe, sarà necessario bonificare la zona ed intervenire per la ricostituzione della duna. Interventi per cui il Comune ha già ottenuto un primo finanziamento. Continuano, intanto, lungo la Riviera di Ulisse, i sequestri di costruzioni abusive. Nei giorni scorsi, a Sperlonga, Carabinieri e Vigili urbani hanno messo i sigilli a due costruzioni in area vincolata. La prima a poca distanza dalla Spiaggia d'angolo, dove un cinquantenne di Fondi, denunciato a piede libero, ha realizzato una casa vacanze in legno e pannelli coibentati, di circa 60 metri quadrati, del valore di quarantamila euro. Nella stessa zona gli uomini dell'Arma ed i loro colleghi della Municipale hanno sequestrato un prefabbricato di proprietà di un sessantenne di Sperlonga, anche lui denunciato, privo di autorizzazione edilizia. L'ennesimo capitolo della battaglia quotidiana che amministrazioni e forze dell'ordine combattono contro il mattone selvaggio.

Latina Oggi - Giovanni Stravato
(Ultima modifica da parte di Emanuele il 02/09/2006, 17:45. Modificato 1 volta in totale)
Emanuele

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Reg: 11 Set 2000
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Inviato il: 11 Apr 2005, 0:50
Domenica 10 Aprile 2005
Sequestrato dai vigili terreno sulle dune
di Orazio Ruggieri

FONDI — Cinquemila metri quadri di terreno sono stati sequestrati dalla Squadra dei vigili urbani di Fondi addetta all'individuazione ed alla repressione dell'abusivismo nell'ambito del territorio comunale. Gli agenti, guidati dall'istruttore Sandro Peppe e coordinati dal ten. Pietro Munno, sono intervenuti sulla duna del litorale fondano, nella zona di Sant'Anastasia, dove un mese fa le ruspe, su disposizione della Procura della Repubblica di Latina, avevano già buttato a terra venticinque manufatti. L'estesa area, di proprietà di sette titolari del posto, era già stata recintata con una palizzata e reti metalliche. Posta proprio sulla sommità della duna marina, la zona aveva già subito un devastante sbancamento e l'asportazione della vegetazione spontanea del luogo, quella tipica pineta dove i Fondani erano soliti andare a trascorrere la Pasquetta e tanti altri week-end. In possesso di una concessione edilizia per l'esecuzione di lavori di dimensioni molto minori, i proprietari si stavano accingendo - secondo la verifica effettuata dalla Squadra antiabusivismo - a realizzare una maxi lottizzazione che avrebbe costituito un assurdo impatto ambientale proprio in quella zona su cui il Comune sta cercando di operare, dopo l'azione demolitrice delle ruspe, un recupero ed un risanamento generale. Dopo questa operazione, giudicata come l'efficace risultato ottenuto grazie al coordinato "lavoro di squadra", l'azione di controllo continuerà, specie in vista della stagione estiva il cui inizio spinge molti a tentare speculazioni abusive proprio sulla duna marina. L'unico rammarico - si sottolinea nell'ambito della Squadra antiabusivismo - sta nella scarsità degli uomini e dei mezzi a disposizione per vigilare su un territorio tra i più vasti della provincia di Latina.

Emanuele

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Inviato il: 2 Set 2006, 19:46
 
sabato 2 settembre 2006
FONDI — Ripartono le demolizioni sulla duna.
di Orazio Ruggieri

A metterle in atto (ben settanta da effettuare nel giro di trenta giorni) il Comune di Fondi, con il Dirigente dell'Ufficio Tecnico, arch. Martino Di Marco, in prima persona a coordinare tutte le operazioni materiali richieste. Si è cominciato ieri mattina. Alle ore 8.25, ruspe ed operai sono giunti sul posto, assistiti dall'arch. Martino Di Marco, e supportati, come servizio di ordine pubblico, dagli uomini del vicequestore Alessandro Tocco, della Ps, del ten. Dario Leone, della polizia locale, del m.llo Emilio Mauriello, dei Cc, e del capitano Fedele Conti, della Guardia di finanza. L'abbattimento riguardava una enorme e bellissima villa di un professionista romano, edificata negli anni 1985-90, definiti anche come gli anni del «saccheggio della duna». La costruzione era situata proprio a a ridosso del campeggio «Holiday», in direzione sud, tra la Statale Flacca e il mare. L'opera di demolizione era stata preceduta da un anno e mezzo di contenzioso legale ma, alla fine, la caparbia volontà dell'amministrazione comunale di tornare in possesso del chilometro e mezzo di duna da bonificare, recuperare e rinaturare ha avuto la meglio. La squadra dei demolitori, resasi conto che, all'interno della villa c'erano delle persone, hanno bussato. Gli occupanti, qualcuno dei quali ancora a letto, senza opporre alcuna resistenza, dopo essersi vestiti, sono usciti, ringraziando anche per i modi garbatissimi usati dalla Polizia. A quel punto è iniziato il lavoro delle ruspe che ha riguardato una superficie di circa 400 metri quadri ed una cubatura di 810 metri cubi. Alle operazioni di abbattimento non era presente il proprietario, ma hanno assistito tanti curiosi e molti turisti che ancora affollano il litorale fondano. Tutti i lavori sono a carico del proprietario della costruzione, che dovrà pure provvedere a rifondere economicamente la ditta per l'eliminazione del materiale di risulta. Oggi, sabato, tradizionale giorno libero per la categoria degli operai edili, le ruspe si fermano. Riprenderanno i lavori nella prossima settimana. L'amministrazione comunale, proprio in previsione del recupero della duna litoranea, aveva predisposto un progetto di bonifica e di rinaturazione della zona sullo scempio della quale le colpe amministrative sono ripartite, nel corso del tempo, tra tutte le forze politiche del posto. Proprio in questi giorni è ritornata furente la polemica su questi problemi.


Emanuele

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Reg: 11 Set 2000
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Inviato il: 7 Set 2006, 14:29

(da Latina Oggi - 03/09/2006)

FONDI - I proprietari delle costruzioni abusive di Tumulito in odore di abbattimento si coalizzano per evitare l’esecuzione delle ordinanze che l’amministrazione comunale ha in programma nei prossimi giorni.

Ieri sera al Salto di Fondi si è tenuta un’affollata assemblea cui hanno partecipato tra gli altri l’avvocato Francesco Di Ciollo, che assiste gran parte degli abusivi, e l’esponente dei Socialisti pontini, Onorato Mazzarrino.
«Il comune si prepara ad effettuare nuovi abbattimenti - dice Di Ciollo - senza la notifica del verbale di ottemperanza.
Questo è contrario alle disposizioni del Testo unico dell’edilizia, per cui lunedì mattina notificheremo nuovi ricorsi contro le ordinanze».
Una battaglia che si gioca presso il Tribunale amministrativo, ma anche sul piano politico. «Quindici anni fa - dice Mazzarrino - ho eseguito in qualità di sindaco, assumendomene la piena responsabilità, decine di abbattimenti. Cosa che l’attuale sindaco Parisella fa finta di dimenticare quando dice che l’abusivismo a Fondi è iniziato con le giunte di sinistra. Quello che è innegabile è che le giunte di sinistra hanno fatto gli abbattimenti quando in tutta la provincia l’abusivismo proliferava. Come pure Parisella dimentica, ma io ho la memoria lunga e mi permetto di ricordarglielo, che delle giunte di sinistra, che ora attacca, ha fatto parte anche lui. E non come semplice gregario, ma come assessore all’Urbanistica. Una partecipazione che l’attuale sindaco di Forza Italia cerca di minimizzare, ma di cui resta traccia
indelebile nei verbali della commissione edilizia di allora. A proposito di confronti pubblici, è l’ennesima volta che sfido Parisella a discutere di urbanistica davanti alla gente. Se ha il coraggio accetti un faccia a faccia in piazza IV novembre, quella stessa che volutamente continua a vietare all’attività politica.

(Ultima modifica da parte di Emanuele il 10/09/2006, 16:34. Modificato 1 volta in totale)
Emanuele

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Inviato il: 7 Set 2006, 14:29
 
giovedì 7 settembre 2006
Fondi
Prosegue la «bonifica» al Salto Abbattute tredici villette abusive
di Orazio Ruggieri

FONDI — Abbattimenti secondo round. Sono tornate in azione, ieri, sul litorale, a ridosso del camping Holiday, le ruspe, per procedere all'abbattimento di costruzioni abusive. Ruspe e personale, coordinati dall'arch. Martino Di Marco, dirigente del settore urbanistica, si sono recati al Salto di Fondi per l'opera «bonificatrice». Li supportavano, per il servizio di ordine pubblico, la Polizia di Stato, agli ordini del vicequestore Alessandro Tocco, la Polizia Municipale, guidata dal comandante Dario Leone, i carabinieri di Fondi del m.llo Emilio Mauriello, la Guardia di Finanza del cap. Fedele Conti. In funzione logistica hanno operato squadre dell'ENEL, di Acqualatina e dell'Italgas per disattivare i rispettivi servizi. Tredici gli interventi nella giornata di ieri, dopo il primo abbattimento (831 metri cubi) di una villa di circa 400 mq, avvenuto venerdi 1 settembre. Settanta le abitazioni da buttare giù, con relativa opera di rimozione del materiale di risulta, tutto a carico dei proprietari «abusivi». L'azione di bonifica, fortemente voluta dall'Amministrazione Comunale, prevede successivamente il recupero e la rinaturazione di un chilometro e mezzo di duna costiera nella zona, vicina, tra l'altro, alla tanto condannata «isola dei Ciurli» che solo cavilli legali e «benevole» ordinanze comunali di qualche ventennio fa riescono per ora a salvare dalle ruspe che il Comune voleva già da tempo far intervenire. Poche le reazioni scomposte dei poprietari, romani, campani, ciociari e qualcuno del posto. Molto più scomposto, invece, il tono dei politici in merito alla vicenda. Ognuno, a destra e a Sinistra, si dichiara possessore della ragione.

Emanuele

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Inviato il: 10 Set 2006, 18:30
 
domenica 10 settembre 2006
Fondi
Case abusive, il Tar dà l’ok alle demolizioni

LATINA — Bianchi sulla stessa lunghezza d’onda di Mancini. Il presidente del Tar ha dato il via libera di fatto, a otto demolizioni di abitazioni abusive, respingendo i ricorsi dei proprietari. I ricorrenti avevano puntato il dito contro le modalità d’esecuzione degli abbattimenti. Ma il collegio giudicante ha ritenuto legittimo il procedimento adottato dal Comune di Fondi. Inutile anche il riferimento al finanziamento europeo per la rinaturalizzazione. Il tribunale amministrativo aveva rigettato già un ricorso nell’udienza straordinaria del 1° settembre, dopo che il Comune aveva deciso di sospendere le demolizioni almeno fino all’udienza dell’8 settembre. Una tregua che comunque non è bastata ai ricorrenti per capovolgere l’esito dei contenziosi. Una situazione molto diversa da quella di un anno fa, allorchè il Tar sospese diversi abbattimenti per l’inosservanza da parte dell’amministrazione comunale delle procedure. E l’opera demolitoria non sembra peraltro arrestarsi. Sono in attesa di essere distrutte altre otto case abusive. I proprietari hanno inoltrato ricorso, ed il 6 ottobre sfileranno in udienza sempre al Tar. Nell’ultimo periodo sono stati eseguiti 11 abbattimenti sul litorale fondano.

Emanuele

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Inviato il: 14 Set 2006, 12:18
 
giovedì 14 settembre 2006
Fondi
Bulldozer sulle dune Demolite altre tre ville
di Orazio Ruggieri

FONDI — Le ruspe hanno ripreso ad abbattere le ville sulla duna nel tratto compreso tra i camping «Holiday» e «Gabbiano». Sotto i colpi impietosi privi di qualsiasi tentennamento, questa volta sono finite le maxi ville della «gente che conta». Tre bellissime e grandi ville di personaggi in vista, legati tra l'altro per vincoli di parentela ad amministratori comunali, sono state rase al suolo liberando la duna da barriere visive che menomavano il fascino suggestivo del paesaggio marino. Le operazioni di abbattimento, eseguite dall'apposita ditta incaricata e a totale carico dei proprietari abusivi per quanto riguarda tutte le relative spese, sono dirette personalmente dal responsabile dell'ufficio comunale del settore urbanistico, l'arch. Martino Di Marco, sovrintese dalla Polizia, agli ordini del vicequestore Alessandro Tocco, dagli agenti della polizia locale del comandante Dario Leone, dai CC. di Fondi, con il comandante di stazione, m.llo Emilio Mauriello, e dalla Guardia di finanza della locale Compagnia agli ordini del cap. Fedele Conti.

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Inviato il: 15 Set 2006, 18:05
 
Giovedì 14 Settembre 2006
A Fondi, nella zona di Tumulito, non tutti gli abusivi sono romani o ciociari: ci sono familiari di ex amministratori
Duna sfregiata, la “cura ” delle ruspe

Linea dura della Procura per stroncare l’abusivismo. Ed escono nomi eccellenti

di GAETANO CARNEVALE

Continua la linea dura della Procura della Repubblica, del Tar e dell’amministrazione comunale contro l’abusivismo edilizio lungo la fascia costiera di Selva Vetere. In particolare, nella zona di Tumulito, la località balneare più frequentata dai cittadini di Fondi.
Ieri mattina, si è di nuovo messa in movimento la ruspa per far piazza pulita di altre ville e costruzioni “selvagge” che sorgono sulla duna. Ne sono state spazzate via tre e tutte di superfici abbastanza consistenti.
Almeno 800 metri quadrati complessivamente, per un valore di circa 3 milioni di euro, sono stati abbattuti e le macerie sono state smaltite in discariche autorizzate. Nei prossimi giorni la stessa sorte toccherà ad altri manufatti. L’elenco ufficiale del Comune ne elenca 56, dei quali undici sono stati già abbattuti nelle settimane scorse. Con le ville di ieri si arriva, quindi, a quattordici abbattimenti.
Per far scomparire le altre quarantadue ci vorrà ancora qualche tempo. Infatti, nonostante le ordinanze di demolizioni emesse dalla giunta municipale gli occupatori del territorio demaniale soggetto ad uso civico di Selva Vetere tentano estremi ricorsi al Tar, confidando in sospensive che consentirebbero loro di prolungare il più a lungo possibile il possesso illegittimo del terreno e della casa abusiva. Dopo i rigetti di alcuni ricorsi da parte del Tar la settimana scorsa l’avvocato di Palazzo San Francesco, Antonio Cardinale, plaudendo all’azione della magistratura: «Ora – ha detto commentando le sentenze - a livello amministrativo non si frapporrà più alcun impedimento alla demolizione dei manufatti». Tra l’altro, il tratto di litorale sul quale procede inesorabilmente la ruspa di una ditta di Napoli è quello prescelto dalla Comunità europea e dall’amministrazione comunale per la rinaturazione della duna quaternaria, devastata in questi decenni da abusi d’ogni genere. Il progetto finanziato per una prima tranche di due milioni di euro dall’Unione europea prevede strutture compatibili con il delicato ambiente per l’avvio di un discorso turistico sul quale spera per una ripresa l’asfittica economia di Fondi, che conta tutto sul commercio ortofrutticolo.
Dovrebbe essere l’inizio della realizzazione di quel progetto “Marina di Fondi”,che deve interessare, però, tutti e tredici i chilometri di litorale del Comune, per tre-quarti praticamente privatizzato. Dall’elenco ufficiale degli occupatori della duna di Tumulito viene fuori una curiosità. Finora si era sempre detto che la zona era “infestata” di napoletani, ciociari e romani, che senz’altro sono presenti nei circa 600 ettari demaniali di Selva Vetere. Ma una parziale verità viene fuori dalla lettura delle “ditte”, le cui abitazioni sono destinate alle demolizione nei prossimi giorni, individuate finora dal Comune: gli occupatori della duna di Tumulito almeno al 90% sono cittadini di Fondi, tra i quali anche familiari di ex amministratori. Gli stessi, insomma, che hanno predicato per decenni «un corretto sviluppo della costa a fini turistici».

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Reg: 11 Set 2000
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Inviato il: 18 Set 2006, 16:50
 
domenica 17 settembre 2006
FONDI — Dopo la prima decina di abbattimenti di costruzioni abusive ...
di Orazio Ruggieri

... sulla duna costiera di Fondi, nel tratto tra i camping «Holiday» e «Il Gabbiano», si sta diffondendo a macchia d'olio il fenomeno di proprietari di manufatti abusivi che chiedono di poter effettuare l'abbattimento con i propri mezzi, senza l'intervento della ditta appositamente nominata dall'amministrazione comunale. E tutto questo, per evitare, oltre al disappunto per la perdita del manufatto abusivo, anche il danno economico delle spese da rifondere alla ditta preposta all'abbattimento e al conseguente «ripulisti». Questo fatto nuovo conferma l'acquisizione, nella coscienza generale, del principio che l'amministrazione comunale non torna indietro sull'operazione «recupero duna costiera», anche a costo di buttare giù opere illegali, appartenenti a parenti o affini di esponenti politici impegnati in prima persona nella gestione della cosa pubblica. Oltre un chilometro e mezzo del caratteristico litorale fondano deve, secondo i programmi dell'amministrazione comunale, essere recuperato per poter finalmente far avviare in maniera concreta l'iter attuativo di quel progetto tanto ambizioso che risponde al nome di Marina di Fondi. Sono una settantina gli interventi che dovranno prima ripristinare lo «statu quo» dell'habitat della zona e poi favorire quel tipo di assetto territoriale previsto dai progettisti del rilancio strutturale e ricettivo dei dodici chilometri del litorale fondano. E che a guidare tutte le operazioni, controllate, per quanto riguarda l'ordine pubblico, dal vicequestore Alessandro Tocco del locale commissariato Ps, ci sia il dirigente dell’ufficio tecnico comunale - ripartizione urbanistica, arch. Martino Di Marco, dimostra la determinazione dell'amministrazione e del sindaco Luigi Parisella, in testa, di non voler recedere dal programma di risanamento edilizio intrapreso. «Dura lex sed lex», si commenta a Palazzo San Francesco, tagliando corto anche sui «subdoli e spuntati attacchi dell'opposizione, in merito a connivenze e mancanza di determinazione nel ripulire la duna. A noi i fatti, agli altri le polemiche gratuite e politicamente autolesioniste - taglia corto Luigi Parisella. Qualsiasi osservatore esterno, munito di buon senso e di onestà di giudizio, non oserebbe contestare minimamente il lavoro di recupero e di rilancio in «senso europeistico» che si sta attuando a Fondi. E ad attestarcelo sono i riscontri che ci vengono non dalle parrocchiette bigotte di un'opposizione ferma alle diatribe di quartiere, ma le valutazioni di tecnici e di urbanisti dall'ampia visione d'insieme sulla crescita globale in senso moderno delle nostre realtà territoriali». L'opposizione, dal canto suo, interviene sulla vicenda e, per bocca dell'ex sindaco degli anni ’80, Onorato Mazzarrino, autore dei primi abbattimenti sulla duna afferma che «gli interventi sono tardivi e che l'amministrazione non ha rappresentato il volano della situazione nei momenti di empasse». Anche gli esponenti dell'Ulivo ricordano che furono le giunte di sinistra ad iniziare l'opera di abbattimento con l'allora Pretore, dott. Federico. Per i movimenti ecologisti resta ancora vergognosamente in piedi il problema degli eco-mostri dei Ciurli, un complesso appena iniziato e rimasto tale dagli anni 71-72, ai bordi della statale Flacca, sul litorale di Fondi, nei pressi della duna. Per il primo cittadino Parisella la soluzione di quest'ultima vicenda è frenata dalle pastoie burocratiche, seguite ai ricorsi ai diversi livelli giuridici, come tra l'altro sta accadendo anche in altri Comuni della provincia di Latina.


Emanuele

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Inviato il: 3 Ott 2006, 14:56
Martedì 03 ottobre 2006
E' tornata a splendere la duna
di Irene Chinappi
Tumulito Fondi: "Ma lei è andata a vedere la duna di Tumulito?" Il dirigente dell'urbanistica del comune di Fondi Martino Di Marco non nasconde la sua soddisfazione nel parlare della bellezza del paesaggio naturale emerso in seguito all'abbattimento delle ville abusive sulla duna del Lido di Fondi.

Nonostante le demolizioni siano ferme in attesa del parere del Tar, che sarà ufficializzato venerdì 6 ottobre prossimo, le macchine non si sono fermate. "La scorsa settimana sono partiti i lavori di bonifica - spiega Salvatore De Meo, assessore all'urbanistica del comune - con la pulizia e la rimozione di tutti i detriti delle ville abbattute". La duna era sotto le ville con vista mare costruite da turisti e cittadini. Era sotto il rumore dei loro tacchi, sotto le loro macchine parcheggiate, sotto le sedie, i tavoli, sotto i loro letti. Ora è di nuovo lì. Per arrivare sul luogo in cui le ruspe sono già passate, c'è una stradina stretta e sterrata. La zona riconsegnata alla natura - oltre che ai cittadini, essendo terreno destinato agli usi civici - si estende per circa 70 metri dalla spiaggia, per 1 km e mezzo di lunghezza. Intorno è ancora pieno di case, tutte con giardino e garage, molte delle quali sono abitate da residenti fissi. Tuttavia la sensazione di precarietà si respira nell'aria. "Restano ancora 10 case da abbattere per la prima fase dei lavori" spiega Di Marco. Otto di queste saranno sottoposte a giudizio del Tribunale amministrativo regionale venerdì prossimo. "La seconda fase prevede invece - continua Di Marco - l'abbattimento di tutte quelle abitazioni che rientrano nei 200 metri dalla costa". Sono centinaia i metri quadrati di duna che il comune ha intenzione di restituire ai suoi cittadini, così come previsto dal progetto di recupero e rinaturazione messo in pratica dall'attuale amministrazione. "Dopo aver concluso la prima fase degli abbattimenti - spiega ancora l'assessore De Meo - bisognerà iniziare le procedure per la seconda fase". Ma il dirigente Di Marco sottolinea come prima sia necessario "trovare una soluzione per quei residenti che non hanno un'altra dimora oltre a quella sulla duna". Sulla costa che va dal campeggio 'Holiday' fino al canale delle acque basse quel pezzo di duna è un'oasi di estrema bellezza tra il caos selvaggio delle costruzioni in cemento.

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Inviato il: 18 Ott 2006, 12:57
Martedì 17 ottobre 2006
Demolizioni, il Comune chiama la Asl
Delle 15 ville abusive che saranno abbattute nella seconda fase del programma, 10 contengono eternit
di Irene Chinappi
Ruspa al lavoro Fondi: Una richiesta urgente per l' autorizzazione ad abbattere 10 abitazioni abusive è stata inviata ieri dal Comune di Fondi alla Asl di Latina. Le case in questione, situate nell'area di Tumulito interessata dal progetto di riqualificazione e rinaturazione della duna, contengono amianto.

Per questo la procedura di abbattimento deve essere prima autorizzata dall'azienda sanitaria competente e poi effettuata da una ditta specializzata. Del lotto che costituisce la seconda fase del progetto di demolizione delle costruzioni selvagge esistenti sulla duna del Lido di Fondi, fanno parte 15 ville. Tra queste, 10 contengono eternit, cioè amianto. È ormai dimostrato che anche bassissime esposizioni a polveri di amianto possono indurre un ben preciso tumore polmonare (il mesotelioma pleurico). I maggiori pericoli di esposizione avvengono nella manipolazione dei manufatti dove per rotture, abrasioni e urti viene meno la funzione del legante. Per questo motivo ad effettuare le demolizioni dovranno essere operai di una ditta specializzata dotati di tute ad altissima protezione. Il procedimento burocratico potrebbe richiedere molto tempo e proprio per evitare ciò il dirigente dei lavori Martino Di Marco ha fatto pressione sulla Asl di Latina. "Aspettiamo la risposta e l'autorizzazione entro la fine di questa settimana, così potremo rimettere in moto le ruspe al più presto" ha commentato Di Marco. Le demolizioni, iniziate a fine agosto, si erano fermate poiché alcuni residenti abusivi avevano inoltrato il ricorso al Tar, nella speranza di poter evitare l'abbattimento della propria casa in riva al mare. Nonostante il Tribunale abbia respinto tutti i ricorsi, le ruspe hanno dovuto attendere nel rispetto dei tempi burocratici. Ora che il Tar ha avuto l'ultima parola non resta che l'autorizzazione della Asl per abbattere altre 10 ville contenenti amianto, più altre cinque. Conclusa la seconda fase dei lavori il Comune è deciso ad andare avanti per riportare al suo stato naturale tutta la duna che per oltre trent'anni, dalla spiaggia fino canale delle Acque Basse per un chilometro e mezzo di lunghezza, è rimasta soffocata sotto il cemento.

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Inviato il: 18 Ott 2006, 13:05
 
mercoledì 18 ottobre 2006
Fondi
Abbattimenti, l’eternit fermerà a lungo le ruspe

FONDI — Non sarà questione di pochi giorni. Per rivedere le ruspe all'opera sulla duna costiera di Fondi ci vorrà forse più di una settimana. Di ufficiale non c'è nulla ma l'autorizzazione richiesta alla Asl dall'Ufficio tecnico comunale - settore urbanistica, diretto dall'arch. Martino Di Marco, per poter abbattere dieci dei quindici manufatti già predestinati dal Tribunale di Terracina alla demolizione, tarderà qualche giorno a venire. Infatti l'istanza presentata dalla commissione specifica preposta alla bonifica ed al recupero totale del chilometro e mezzo di litorale fondano saccheggiato dall'invasione selvaggia del cemento, chiedeva il permesso per «bypassare» il vincolante ostacolo di natura burocratica e sanitaria. Poiché la copertura di dieci dei quindici fabbricati era realizzata con eternit, l'ufficio tecnico comunale si è dovuto arrendere di fronte ai vincoli rigidi imposti dalla presenza di un materiale tanto pericolosamente cancerogeno. O.R.

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Inviato il: 26 Ott 2006, 13:21
 
giovedì 26 ottobre 2006
Abitazioni e manufatti abusivi, ruspe in azione sul litorale

FONDI — Ruspe ancora in azione sul litorale di Fondi per la demolizione di case e manufatti abusivi. Dopo la ventina di abbattimenti effettuati tra il primo e il quattordici settembre scorsi, ieri i mezzi meccanici della ditta campana che si è aggiudicato il servizio hanno raso al suolo una mezza dozzina tra abitazioni in cemento e baracche in legno e ferro. Gli immobili, di proprietà di persone quasi tutte di Fondi, erano stati realizzati nei primi anni ottanta nella zona tra Tumulito e Holiday su terreni gravati da uso civico oltre che da vincoli ambientali ed idrogeologici. Le ordinanze di demolizione, approntate dall’Ufficio tecnico comunale, settore Urbanistica, diretto dall’arch. Martino Di Marco, sono state eseguite dopo che la sezione pontina del Tribunale Amministrativo del Lazio, il 6 ottobre scorso, ha respinto le richieste di sospensiva presentate dai proprietari contestualmente al ricorso di merito, il cui esito è stato evidentemente ritenuto ormai superfluo e irrilevante dai legali e dai dirigenti del Comune che hanno dato il via libera alle ruspe. Come di consueto gli abbattimenti si sono svolti alla presenza di un consistente numero di rappresentanti delle forze dell’ordine. Coordinati dal vice-questore Alessandro Tocco, sul posto c’erano infatti una trentina tra poliziotti, carabinieri, finanzieri e vigili urbani, diretti dal dirigente Dario Leone. Presenti anche alcuni volontari della Croce Rossa Italiana e gli assistenti sociali del Comune. Dopo la segnalazione dell’esistenza di coperture in eternit su alcuni immobili, è stato necessario coinvolgere anche una ditta specializzata nello smaltimento dei materiali in cemento-amianto appositamente autorizzata dalla Asl. Se si fa eccezione per le prevedibili lamentele di alcuni proprietari - in particolare di una donna, che sostiene di trovarsi ora senza un alloggio in cui vivere e momentaneamente ospitata dal Comune presso un albergo cittadino - le operazioni si sono svolte senza particolari problemi di ordine pubblico. Con quelli di ieri diventano circa trenta gli edifici di consistente dimensione abbattuti nella zona nelle ultime settimane. A questa fase di abbattimenti ne seguirà un'altra che, una volta completata nella sua interezza, riporterà il chilometro e mezzo della fascia costiera sulla duna alle condizioni ideali che ne permetteranno il rinaturamento. O.R.

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Inviato il: 26 Ott 2006, 23:06
 
Giovedì 26 Ottobre 2006
Fondi/ E’ il quarto “round” e da quando sono iniziati gli abbattimenti siamo a oltre trenta manufatti abbattuti
Demolizioni, ruspe di nuovo in azione

Tumulito e la duna sfregiata: rase al suolo altre nove costruzioni

di GAETANO CARNEVALE

E’ il quarto round della ruspa quello combattuto nella giornata di ieri contro le costruzioni abusive della fascia costiera di Selva Vetere. Nel tratto di duna compresa tra la località di Tumulito e il campeggio Holiday sono state abbattute altre 9 costruzioni sulle 15 previste dalle ordinanze emesse dall’Ufficio tecnico del Comune di Fondi. Dal 1° settembre, quando sono iniziati gli abbattimenti, sono stati spazzati via una trentina di manufatti. Non tutti, però, di notevoli dimensioni. Accanto a ville e palazzi, anche presuntuosi, sono andate giù baracche in legno, ferro e bandoni zincati. Gli abusivi sono per la maggior parte tutti del luogo. Si sfatano un po’ le voci secondo cui gli occupatori dei terreni demaniali di Selva Vetere provengono dalla Campania, da Roma e dalla Ciociaria. Nelle operazioni di ieri, sorvegliate dalle forze dell’ordine, una trentina tra poliziotti, carabinieri, finanzieri e vigili urbani, coordinati dal vicequestore Alessandro Tocco, sono intervenuti anche una ditta specializzata ed autorizzata dalla Asl per lo smaltimento di manufatti in cemento-amianto e alcuni volontari della Croce Rossa. Continua così la bonifica della duna costiera dopo che il Tar nella seduta del 6 ottobre scorso ha respinto tutte le richieste di sospensiva presentate dai proprietari dei fabbricati costruiti in violazione dei vincoli di uso civico, ambientali e idrogeologici gravanti sul demanio di Selva Vetere e sulla fascia marina. «Difficile – sostengono all’Ufficio tecnico comunale - monetizzare il valore delle costruzioni finora abbattute. Anche perché si tratta di costruzioni abusive. Comunque, si stima che si tratti di svariati milioni di euro». L’opera della ruspa di una ditta campana permetterà di portare a termine il progetto di ricostruzione e rinaturazione della duna per un tratto di 1,5 chilometro, finanziato per 1,7 milioni di euro dalla Ue. Ma, saranno anche ripristinati gli accessi pubblici al mare, che gli abusivi avevano privatizzato con recinzioni e steccati. In una fase delle demolizioni i funzionari del Comune si sono trovati di fronte ad un caso singolare. Una donna, alla quale è stata abbattuta la casa, ha sostenuto di essere rimasta senza un alloggio in cui vivere. Viene ospitata momentaneamente in un albergo cittadino a spese del Comune. Al di là di qualche prevedibile lamentela di qualche abusivo le operazioni si sono svolte in tutta tranquillità. Questa mattina si proseguirà con la demolizione di altre sei costruzioni, alcune delle quali con una superficie di oltre 100 metri quadrati. Nel mirino dell’amministrazione comunale, poi, ci sono altre 60 ordinanze di abbattimento di case che si trovano a meno di 250 metri dalla battigia. «Saranno esecutive entro la fine dell’anno – affermano all’Ufficio tecnico di Palazzo San Francesco – per avviare i secondo stralcio della ricostruzione e rinaturazione della duna mediterranea di Tumulito». Un discorso a parte riguarderà i campeggi che insistono sui terreni demaniali e che dovranno ritornare alla proprietà collettiva.

Emanuele

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Inviato il: 10 Dic 2006, 21:33

Venerdì 8 Dicembre 2006

URBANISTICA Fondi, i risvolti nella prima udienza in Corte di Appello per il ricorso degli abusivi
Demolizioni a rischio risarcimento
La sentenza «Carletti» non dava diritto al Comune di abbattere le costruzioni
La guerra legale dei proprietari delle case di Tumulito buttate giù dalle ruspe
di Pierfederico Pernarella

  DEMOLIZIONI a Tumulito, spunta l’ipotesi di un maxi risarcimento del Comune a favore degli abusivi. Potrebbe portare a questo colpo di scena quanto emerso ieri nel corso dell’udienza in Corte d’Appello a Roma in cui si è discusso del ricorso presentato dai proprietari dei manufatti abbattuti di recente sulla duna contro la sentenza 87/05, meglio nota come sentenza Carletti, utilizzata dal Comune di Fondi come motivazione delle ordinanze di demolizione. Secondo quanto dichiarato dal presidente della Corte di Appello la sentenza aveva soltanto un valore ricognitivo e quindi non era idonea a determinare la reintegra dei terreni demaniali su cui erano state realizzate le costruzioni abusive. In altre parole, come spiega l’avvocato Francesco Di Ciollo, il legale che assiste gli abusivi di Tumulito, «il Comune di Fondi, in base alla sentenza Carletti, non aveva alcun diritto di appropriarsi dei terreni della duna e procedere alle demolizioni dei manufatti che su questi insistevano. Per farlo sarebbe stata necessaria una sentenza di reintegra, la sola che avrebbe autorizzato il Comune all’acquisizione. Ma questa di fatto non esiste». La vicenda degli abbattimenti sul litorale della Piana, che tanto hanno fatto discutere, potrebbe non finire qui. La prossima udienza in Corte di Appello è stata fissata per il 15 febbraio e per questa data gli sviluppi della vicenda saranno meglio delineati. Ad ogni modo l’avvocato Di Ciollo annuncia che, qualora dovesse essere confermato quanto emerso ieri a proposito della sentenza adottata dal Comune per le ordinanze di demolizione, gli abusivi prensenteranno una richiesta di risarcimento nei confronti dell’ente. Nella zona di Tumulito nelle settimane scorse sono state abbattute trenta costruzioni e per un valore patrimoniale complessivo che si aggira, secondo le stime degli ex proprietari, intorno ai 20 milioni di euro.

 

E i residenti di Selva Vetere: adottati due pesi e due misure

NON STENTANO a smorzarsi le polemiche intorno agli abbattimenti sul litorale. A far sentire la propria protesta questa volta è il gruppo di abusivi di Selva Vetere. «Sul litorale di Fondi in 50 anni è sorto un paese con case, campeggi, bar, pizzerie, serviti da acqua e corrente elettrica tutti regolarmente abusivi che di fatto hanno cambiato la destinazione d’uso di Selva Vetere. Per piantumare un tratto di duna i politici hanno tolto anche case che non erano sulla duna, ed ora hanno preparato un piano di abbattimenti di decine di case nei 200 metri il tutto in vista di una ipotetica Marina di Fondi. Ma dov’è il piano regolatore approvato dal Comune e poi dalla Regione? Dove sono i fondi per eseguire i lavori visto che la Comunità Europea ha finanziato solo la piantumazione della duna? Vi sono persone che occupano i terreni da decine di anni che secondo la legge hanno acquisito un diritto che i politici ignorano, distruggendo con ruspe recinzioni e piante messe a dimora da anni. Cosa pensano di fare sul nostro litorale dopo aver distrutto tutto? Sapete cosa significa abbattere decine di case? In quanto, non è giusto fermarsi solo alla fascia dei 200 metri - visto che dai 30 metri in poi si è giuridicamente nelle stesse situazioni - e solo per un tratto di 1 chilometro e mezzo».

Emanuele

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Inviato il: 10 Dic 2006, 21:37
 

Domenica 10 Dicembre 2006

Fondi, la replica del sindaco all’ipotesi di risarcimenti milionari agli abusivi
Demolizioni, pretese infondate
Parisella: il ricorso in Corte d’Appello non riguarda gli abbattimenti

Abbattimenti sulla duna, non si è fatta attendere la risposta del Comune ai «proprietari» delle costruzioni abusive, che nei giorni scorsi hanno preannunciato richieste di risarcimento milionarie a margine del ricorso che si discute davanti alla Corte d’appello di Roma. «Il procedimento - fanno sapere il sindaco Luigi Parisella ed il legale del comune Antonio Cardinale - è stato promosso da alcuni occupatori abusivi di terreni che appartengono al demanio di uso civico del comune, come più volte stabilito da accertamenti e sentenze. Proprio contro quest'ultima è stato proposto appello, infondato nel merito e sotto l'aspetto processuale, come sarà accertato dalla decisione che sarà emessa dalla Corte. Il ricorso ha per oggetto esclusivamente l'accertamento sulla natura dei terreni e non la legittimità delle demolizioni». Per cui sia Parisella che l’avvocatura del comune si chiedono come sulla base della pronuncia dei giudici d’appello i ricorrenti ed il loro legale Francesco Di Ciollo possano sperare di fondare una richiesta di risarcimento. «Nell'udienza che si è tenuta il 7 dicembre - continua la nota - il presidente si è limitato esclusivamente a verificare la costituzione delle parti, in quanto la prima udienza non affronta le questioni sollevate dalle parti. Infatti, dopo la verifica, il presidente ha rinviato all'udienza del 15 febbraio. Nessun altro provvedimento è stato adottato, né sono state formulate dichiarazioni circa i contenuti della sentenza impugnata. Anzi il presidente non ha preso in considerazione la richiesta di sospensione dell'esecutività della stessa sentenza ritenendola superflua e infondata. Ed ha precisato che le demolizioni che sono state eseguite dal Comune sono frutto di attività di tutela del territorio e quindi estranee al giudizio in corso, come peraltro evidente nel fatto che i provvedimenti di demolizione sono stati impugnati davanti al Tar e al Consiglio di Stato, che hanno riconosciuto legittimità e correttezza nel comportamento del Comune».

Emanuele

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Inviato il: 4 Gen 2007, 20:16

Giovedì 4 Gennaio 2007

Fondi, gli abusivi calano l’asso delle «sanatorie» avvenute tra il 1917 ed il 1920
Abbattimenti, la carta delle conciliazioni
La documentazione verrà prodotta nei giudizi amministrativi in corso
di Giovanni Stravato

  DEMOLIZIONI, gli abusivi calano l’asso delle «conciliazioni» avvenute tra il 1917 ed il 1920. L’avvocato Francesco Di Ciollo che difende gran parte degli occupatori di Tumulito cui nei mesi scorsi il comune ha demolito villette, recinzioni e piazzole, si prepara a produrre nei giudizi ancora pendenti davanti al Tar, al commissariato per gli usi civici e alla corte d’appello la documentazione relativa appunto alle «conciliazioni» tra il comune e gli occupatori (allora con termine tecnico venivano indicati come «usurpatori»» dei terreni di uso civico del litorale di Fondi. Sarebbero oltre cento per un’area complessiva di 550 ettari. La documentazione, secondo i ricorrenti, scofesserebbe la linea seguita dal comune in materia di abbattimenti. «In primo luogo - sostiene l’avvocato Di Ciollo - la documentazione in nostro possesso dimostra che si tratta di suoli del demanio di uso civico quindi non di beni disponibili al comune di Fondi. Inoltre il verbale steso dal perito demaniale Raffaele D’Ambrosio su disposizione del Prefetto di Terra di Lavoro stabilisce che ‘per effetto dell’omologazione della conciliazione stipulata, ogni occupatore viene riconosciuto in piena proprietà dell’appezzamento conciliato’». In altri termini gli occupatori ed il loro legale ritengono che, in virtù della conciliazione avvenuta tra il 1917 ed il ‘20 delle «ursurpazioni» dei terreni di uso civico lungo il litorale di Fondi e nella zona di Tumulito (dove nei mesi scorsi il comune ha effettuato abbattimenti), quei suoli sono divenuti privati. In altri termini nel secondo decennio del secolo scorso il Prefetto dell’allora Terra di Lavoro, preso atto dell’occupazione di centinaia di ettari di terreno di uso civico da parte di agricoltori locali, avrebbe dato disposizione al perito demaniale per una sorta di privatizzazione ante litteram di quei suoli. Per cui, sempre secondo la tesi del legale degli attuali occupatori, ora il comune di Fondi non potrebbe disporne come ha fatto con il progetto di rinaturazione della duna di Tumulito. Una questione di cui si riparlerà davanti ai giudici amministrativi.

Emanuele

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Inviato il: 7 Gen 2007, 23:23
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Domenica 7 Gennaio 2007 
La replica del sindaco Parisella
Nessuna conciliazione sulla duna di Tumulito

«LE CONCILIAZIONI del 1921 riguardano per lo più terreni montani e nessuna la zona di Tumulito».
E’ polemica a distanza tra l’amministrazione comunale ed il comitato degli abusivi assistiti dall’avvocato Francesco Di Ciollo. Con una nota controfirmata dal legale incaricato dal Comune, il sindaco Luigi Parisella esclude che conciliazioni possano riguardare i terreni di Tumulito su cui l’amministrazione ha effettuato gli abbattimenti: «Siamo costretti ancora una volta - scrive Parisella - a smentire le notizie e le circostanze riferite dall’avvocato Di Ciollo e riportate dalla stampa. Infatti con l’ordinanza del prefetto della provincia di terra di lavoro del 9 ottobre 1921 sono state omologate le conciliazioni effettuate con 528 ditte, in relazione alla sistemazione dei demani comunali di Fondi su proposta dell’ingegnere D’Ambrosio. Tali verbali di conciliazione riguardano quasi esclusivamente terreni di uso civico ricadenti in zona montana, ad eccezione di circa 2 ettari compresi nel territorio della Selva Vetere, comunque a monte della Flacca, sui quali il Comune non ha mai rivendicato diritti o imposto oneri, riconoscendo l’avvenuta sistemazione degli stessi. Questo risulta dagli atti ufficiali richiamati dall’avvocato Di Ciollo, che invitiamo ad evitare la diffusione di notizie infondate che possono solo portare confusione o produrre false aspettative per coloro che occupano i terreni di Selva Vetere, estranei a procedure di conciliazione e sistemazione, in particolare nella località Tumulito. Va comunque ricordato, per precisione e correttezza, che i provvedimenti di demolizione sono stati emessi ed eseguiti sulla base dell’applicazione della legge urbanistica, che non permette la sanatoria dei manufatti realizzati in località Tumulito, a ridosso della duna costiera, come peraltro più volte affermato da Tar e Consiglio di Stato. E ciò indipendentemente dalla loro natura demaniale».
Emanuele

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Inviato il: 7 Gen 2007, 23:28
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Domenica 7 Gennaio 2007 
Fondi, il 2006 verrà ricordato per il record di abbattimenti eseguiti dal Comune sul litorale
L’anno delle demolizioni
Oltre settanta i manufatti buttati giù dalle ruspe, ma la battaglia legale è ancora in corso - Proseguono intanto i lavori di bonifica
di Giovanni Stravato
  IL 2006 a Fondi è stato l'anno degli abbattimenti. Dodici mesi fa il Comune guidava la classifica delle demolizioni da effettuare con oltre 150 ordinanze giacenti nei cassetti dell'ufficio urbanistica. In un anno l'amministrazione del sindaco Luigi Parisella ha fatto registrare un'autentica inversione di tendenza, facendo piazza pulita sull'ampio tratto della duna di Tumulito dove ora sono in corso lavori di «rinaturazione» finanziati dalla Regione per l'importo di un milione di euro. Delle demolizioni si è parlato sin dai primi giorni dell’anno ma forse per evitare tensioni anche di natura politica le ruspe si sono mosse solo dopo la tornata elettorale di primavera e l'inevitabile pausa estiva. Il primo settembre, di buonora, i mezzi meccanici della ditta incaricata dal Comune hanno abbattuto una villa di 400 metri quadrati nella fascia tra la Flacca ed il mare appartenente ad un professionista romano. Tempo qualche giorno dal primo abbattimento, gli abusivi hanno, per così dire, alzato le barricate costituendo un comitato spontaneo che nei mesi successivi le ha tentate tutte per fermare le ruspe. Ricorsi al Tar ma anche al Commissariato agli usi civici ed alla Corte d'Appello. Finora inutilmente, anche se gli abusivi non demordono. Gli abbattimenti sono proseguiti tra il 6 ed il 13 settembre, quando in due tranche le ruspe hanno abbattuto 16 costruzioni abusive. Nel frattempo il Tar di Latina, secondo un orientamento seguito anche per altri casi, aveva respinto le richieste di sospensiva di diversi proprietari. Dopo qualche giorno di pausa dovuto alla presenza di alcune coperture in eternit da smaltire secondo le regole, le demolizioni sono riprese il 25 ottobre, avallate anche dalle pronunce del Tar che ha continuato a respingere le richieste di sospensiva. Complessivamente, al 31 dicembre, le demolizioni effettuate sulla duna di Tumulito sono più di 70. I «proprietari», a loro volta, anche quelli che hanno già subito gli abbattimenti, non si sono arresi ed hanno continuato la loro battaglia giudiziaria. Una battaglia colpi di cavilli legali scongiurare altri abbattimenti e fondare eventuali richieste di risarcimento: dall’interpretazione della sentenza Carletti alle conciliazioni dell’agente demaniale D’Ambrosio del 1920-21. Con il Comune che, prevedibilmente, ogni volta ribadisce la propria posizione.
Emanuele

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Inviato il: 11 Gen 2007, 15:43
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giovedì 11 gennaio 2007

Selva Vetere, protesta contro le demolizioni «Disparità di trattamento, o tutti o nessuno»

FONDI — Riceviamo e pubblichiamo dagli occupatari di Selva Vetere. «Noi occupatari, poveri, di Selva Vetere vorremmo sapere dov’è la verità. I giudici per principio non sbagliano mai. Sono sempre in buona fede, anche se, a volte, commettono qualche errore, vi è infatti la possibilità di ricorrere in appello. La verità emozionale è diversa dalla verità giuridica. Vi sono infatti le leggi che dovrebbero essere bene interpretate.
Vi è una sentenza del Consiglio di Stato del 1992 che è talmente chiara che basterebbe leggerla con attenzione. I terreni di Seva Vetere (senza nessuna distinzione a monte, o a valle della Flacca) sono classificati di categoria «b» (vedi D.M. del 31/01/1947) per cui non possono essere reintegrati, ma solo legittimati agli occupatari come si evince dalla sentenza.
Non vi è solo la legge del 1921 ma anche il Regio Decreto del 18/02/1935 che legittimava 190 ettari agli occupatari del demanio di Selva Vetere. I nostri politici abbattendo le case hanno ignorato la legge che prevede l’alienazione del terreno sul quale le case erano costruite.
Legge Regionale del 3 gennaio 1986 articolo 8, creando così una grave disparità di trattamento rispetto alle 1500 costruzioni che si trovano nella fascia dei 300 metri. Ora con la scusa di ripristinare la duna si preparano a spedire 150 mandati di abbattimento per costruzioni che non sono sulla duna come il nostro sindaco continua a dichiarare ai giornali. Cosa vogliono fare in questo chilometro e mezzo? Lo chiediamo ai giudici del Tar che dopo presospensive ben motivate hanno respinto i ricorsi. Il sindaco dichaira che la duna è stata bonificata, perchè allora abbattere ancora 150 case e nella zone delle famiglie meno abbienti? No, non è giustizia se non viene abbattutto tutto il paese Selva Vetere fatto crescere in 50 anni. Lo ripeteremo all’infinito, non c’è nessun motivo logico per fare questi abbattimento, e allora perchè? Lo chiediamo al procuratore della Repubblica, al presidente e ai giudici del Tar, al prefetto, al presidente della Regione Marrazzo e anche al nostro sindaco, che su Rai Tre, qualche tempo fa, dichiarava di non voler abbattere una stupendda villa che era sulla duna da più di 25 anni e forse aveva ragione vedendola inserita in una zona ormai urbanizzata».

Emanuele

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Inviato il: 24 Gen 2007, 12:26
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Martedì 23 Gennaio 2007

Fondi, l’operazione della Municipale
Abusivismo edilizio, sigilli a tre manufatti
Sequestri sul litorale della Piana
di Maria Sole Galeazzi

  PROSEGUONO anche nel fine settimana le operazioni della polizia municipale per contrastare il fenomeno dell’abusivismo edilizio. Sabato scorso, infatti, gli agenti della polizia municipale diretti dal tenente Dario Leone hanno effettuato tre sequestri edilizi nella zona litoranea di Fondi, a monte della Flacca. Si tratta di costruzioni di proprietà di due famiglie di Roma e di una di Napoli. Sabato mattina i vigili urbani hanno posto i sigilli a due villette, case vacanza realizzate su terreno demaniale in località Tumulito. Mentre il giorno successivo gli agenti della Municipale hanno effettuato un sequestro a Torre Canneto, dove un privato, nonostante un sequestro precedente, ha proceduto all’ampliamento non autorizzato di un manufatto. «Ci tengo a sottolineare - ha dichiarato il tenete Dario Leone
che l’attività della polizia municipale per contrastare il fenomeno dell’abusivismo edilizio è costante. I vigili urbani effettuano, infatti, controlli quotidiani per la tutela e la salvaguardia del territorio».
A poche settimane dagli abbattimenti edilizi si torna a parlare, quindi, di manufatti abusivi in località Tumulito, seppure in un’area diversa, a monte della Flacca. Le ultime 30 costruzioni sono state demolite nel mese di dicembre, per un valore patrimoniale complessivo che si aggira, secondo le stime degli stessi «proprietari», intorno ai 20 milioni di euro. Per cui gli abusivi che hanno subito gli abbattimenti non lasciano nulla di intentato e più volte hanno preannunciato richieste di risarcimento del danno nei confronti del Comune che ha disposto le demolizioni. Per cui, quasi tutti assistiti dall’avvocato Francesco di Ciollo, hanno cercato nelle pieghe dell’iter per le demolizioni l’appiglio per future richieste di risarchimento del danno. Una battaglia legale cobattuta parallelamente sulle pagine dei giornali in cui a più riprese il Comune ha ribadito, almeno dal suo punto di vista, la correttezza delle proprie posizioni amministrative.

Emanuele

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Inviato il: 4 Feb 2007, 14:45
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Domenica 04 febbraio 2007

Tumulito: al via la seconda fase di abbattimenti

   Fondi: Tumulito: parte la seconda tranche di demolizioni. Il Comune ha inviato nei giorni scorsi oltre cento avvii al procedimento ai proprietari delle abitazioni costruite abusivamente sulla duna del litorale di Fondi.

   Una volta ricevuta la segnalazione, coloro che possiedono una casa sul terreno vincolato dalle leggi ambientali e idrogeologiche - nonché dagli usi civici, che da sempre ne consacrano a tutti i fondani la proprietà e il diritto di utilizzarlo - dovranno decidere se presentare ricorso al Tar o lasciare che le ruspe entrino in azione. Tuttavia, considerato il fallimento dei ricorsi inoltrati da coloro che, nel corso della prima fase dei lavori, credevano di potersi aggrappare ad un cavillo burocratico, è possibile che gli abusivi toccati dalla seconda fase di demolizioni rinuncino al ricorso. Ma non è detto. Qualora lo facessero si allungherebbero i tempi per l'esecuzione dei lavori di abbattimento e di conseguenza anche il progetto di recupero e rinaturazione della duna di Tumulito, nato nel corso del primo governo Parisella grazie all'interesse del sindaco stesso e dell'assessore all'urbanistica Salvatore De Meo, subirebbe un grosso ritardo. La prima fase dei lavori, iniziata a settembre e terminata a fine ottobre, ha visto l'abbattimento di decine di case e ville per 80 metri di profondità lungo 1 km e mezzo di costa. La seconda fase prevede invece l'abbattimento di ulteriori ville fino a 200 metri dalla costa - limite segnato dalla presenza del canale delle Acque basse. Successivamente avrà inizio la terza ed ultima fase che, nel rispetto del vincolo a costruire a 300 metri dal mare, vedrà le ruspe impegnate a radere al suolo ongi costruzione per altri 100 metri. Al posto delle costruzioni selvagge, edificate illegalmente nel corso dell'ultimo cinquantennio, è riemerso uno degli spettacoli naturali più incantevoli della costa pontina: la duna. Onde di sabbia e vegetazione tipica della macchia mediterranea sono l'esempio del massimo rispetto che l'amministrazione fondana ha riposto nella natura e nell'ambiente. Un esempio più unico che raro, purtroppo, nei comuni costieri della provincia.

fonte: Il Territorio  
Emanuele

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Inviato il: 7 Feb 2007, 16:51
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Martedì 6 Febbraio 2007

Fondi, pronte cento ordinanze
Demolizioni, tornano le ruspe
Gli abbattimenti inizieranno ad aprile nella zona di Tumulito
di Maria Sole Galeazzi

  SONO oltre 100 gli avvisi di avvio del procedimento di demolizione inviati dal comune di Fondi per la seconda tranche di abbattimenti sul litorale. Le ruspe torneranno sulla duna ad aprile. Ne dà notizia il dirigente dell’ufficio urbanistica del Comune, Martino Di Marco, che spiega le fasi previste per la seconda tornata di abbattimenti. «Il tratto interessato - ha dichiarato Di Marco - va dal campeggio Holiday fino al canale delle Acque basse nella zona di Tumulito per il tratto di un chilometro. Si tratta di manufatti abusivi, tutte abitazioni più o meno grandi costruite su terreni vincolati e di uso civico che devono necessariamente essere restituite alla collettività di Fondi. Uno degli obiettivi principali del progetto di rinaturazione della duna è infatti quello di restituire finalmente ai cittadini il litorale che per troppo tempo è stato usurpato da privati. Fortunatamente, nonostante le costruzioni abusive, l’habitat della duna è ancora vitale ed ha conservato alcune delle caratteristiche principali della tipica macchia mediterranea. Non sappiamo ancora se ci saranno ricorsi, ma contiamo comunque di iniziare per il mese di aprile in modo che la duna sia sgombera e fruibile per l’estate. Questa seconda tranche di abbattimenti non è comunque l’ultima». Oltre cento gli avvisi di avvio del procedimento per le demolizioni che sono già stati inviati ai «proprietari» delle costruzioni. Al loro ricevimento partirà la ridda dei ricorsi al Tar che anche stavolta potrebbe allungare i tempi per gli abbattimenti. Intanto, nella parte in cui le demolizioni sono già state effettuate, sono in corso i lavori di rinaturazione finanziati dalla Regione per un milione di euro.

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Inviato il: 25 Mar 2007, 22:34
Latina Oggi ha scritto:
Domenica 25 Marzo 2007
Fondi, venerdì scorso ruspe in azione sulla duna di Tumulito
Demolita la «muraglia»
Buttata giù la recinzione delle ville abusive dei vip
di Maria Sole Galeazzi

  TORNANO in azione le ruspe al Tumulito, abbattuta anche la «muraglia cinese». Era chiamato così l’imponente muro di tufo lungo circa 500 metri che si affacciava direttamente sul litorale fondano: una recinzione «storica» che deturpava la duna da circa 30 anni. Venerdì mattina, le ruspe hanno ripreso a lavorare e dopo avere demolito alcuni manufatti di piccole dimensioni, hanno abbattuto anche la muraglia. Oltre alle forze dell’ordine presenti sulla duna per coordinare le operazioni di abbattimento anche numerosi curiosi e residenti che hanno assistito alla demolizione della «muraglia». La recinzione era stata realizzata negli anni 70, un muro costruito abusivamente dai proprietari di alcune ville che poi furono abbattute. La muraglia però era rimasta in piedi. Quello di venerdì mattina è stato un abbattimento lampo, portato a termine senza nessun preavviso a differenza di quanto accaduto per gli ottanta villini demoliti nei mesi scorsi lungo la stessa fascia litoranea.
Si prosegue con gli abbattimenti al Tumulito, e con le attività per la rinaturazione della duna, quindi: un progetto avviato da tempo dal Comune e finanziato dalla Regione Lazio per circa un milione di euro. Intanto sono oltre 100 gli avvisi di avvio del procedimento di demolizione inviati dal comune di Fondi per la seconda tranche di abbattimenti sul litorale. Le ruspe torneranno sulla duna ad aprile. Le demolizioni, rinaturazione a parte, sono state accompagnate da una raffica di ricorsi, appelli al Tar per la presunta violazione di alcuni obblighi di legge da parte del Comune. Ricorsi ad oggi ancora oggetto di controversia davanti al Consiglio di Stato e alla Corte d’appello di Roma, chiamati a sentenziare rispettivamente sulla legittimità delle ordinanze di abbattimento e sull’effettiva esistenza degli usi civici. E peraltri alcune dei ricorrenti, qualora i loro appelli fossero accolti, hanno preannunciato richieste di risarcimento del danni milionarie all’amministrazione comunale. Richieste che, però, sono state definite dal sindaco Luigi Parisella niente più che uno «spauracchio».

Emanuele

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Inviato il: 27 Set 2007, 0:50
 
Mercoledì 26 Settembre 2007
Fondi, tutto pronto per le demolizioni
Ma per abbattere l’Isola dei Ciurli serve un maxi-finanziamento
Il Comune si appresta ad attuare cento ordinanze nelle prossime due settimane
L’Isola dei Ciurli ora si può abbattere, ma mancano i soldi necessari
Ritornano le ruspe sul litorale di Fondi. L’annuncio è dato dal dirigente dell’ufficio urbanistica Martino Di Marco che sta predisponendo tutti gli atti per iniziare gli abbattimenti di case, ville, recinzioni e baracche entro le prossime due settimane. Le ordinanze, che stanno per raggiungere gli abusivi, sono un centinaio.
La zona è sempre quella di Selva Vetere, dove le illegalità edilizie sono state tollerate e più di qualche volta permesse da almeno trenta anni. Per la precisione non tutta la fascia costiera della zona demaniale di Selva Vetere aspetterà l’arrivo della ruspa comunale. I manufatti da demolire insistono soprattutto nel tratto interessato dai lavori per la ricostruzione della duna, un progetto questo finanziato con i soldi della Unione europea. Impropriamente l’operazione di ripristino della duna costiera viene giustificata con la necessità di far nascere un “Lido di Fondi”. In realtà, il “Lido” riguarderebbe solo due chilometri dei quattordici, che costituiscono un litorale compreso tra il canale Canneto e il Lago Lungo. Un’iniziativa politica di liberalizzare anche i restanti dieci chilometri sarebbe auspicabile. Innanzitutto, nel tratto che va dal borgo di S. Anastasia ai confini con Terracina, dove da anni sono stati chiusi e privatizzati almeno tre accessi pubblici al mare. Le demolizioni di questi giorni non dovrebbero trovare ulteriori opposizioni da parte degli occupatari dei terreni demaniali di uso civico e di coloro che hanno costruito illegalmente. Questi, infatti, hanno prodotto ricorsi a tutti i gradi della magistratura pur di rallentare, se non di impedire, le demolizioni e l’acquisizione dei terreni al Comune, al quale avevano avanzato anche richieste milionarie di risarcimento. Saranno, quindi, operazioni relativamente tranquille quelle previste nei prossimi giorni.
Meno probabile, invece, sarà l’attuazione riguardante l’abbattimento dei 21 scheletri di cemento dell’“Isola dei Ciurli”, che da un quarantennio deturpano il paesaggio lungo la via Flacca. Anche per questi il Comune ha deciso l’intervento della ruspa «nei prossimi quindici giorni», afferma il dirigente all’urbanistica Di Marco. Il quale però aggiungendo immediatamente che «per tale operazione ci servono i soldi». Il Comune, insomma, vorrebbe. Ma non trova 700mila euro per far scomparire l’ecomostro, simbolo di un abusivismo sfrenato e selvaggio che sta devastando l’intera Piana di Fondi. Mentre, è riuscito a trovare in questi giorni circa 900mila euro per la costruzione di “un ponticello” tra l’ex convento di S. Francesco e il nuovo Municipio. L’intervento di ripristino della legalità, però, potrebbe arrivare dalla Regione.
Emanuele

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Inviato il: 19 Nov 2008, 20:28
 
Mercoledì 19 Novembre 2008
Abusivismo, le ruspe pronte a entrare in azione a Selva Vetere
Entro il mese dovrebbero riprendere le demolizioni. Sono ancora 250 le ordinanze di abbattimento da eseguire
Finora non si sono mosse. Ma, le ruspe che dovrebbero continuare ad abbattere manufatti d'ogni tipo nella zona costiera di Fondi sono attese in questo mese. Lo aveva preannunciato a ottobre scorso l'ufficio Urbanistico del Comune, il cui dirigente in una trasmissione televisiva nazionale aveva rivendicato con orgoglio le centinaia di demolizioni già effettuate e quelle in programma. La prova di forza di tale condotta si è avuta all'inizio della scorsa estate quando è stato spazzato via il campeggio “Il gabbiano”, perché costruito su terreno demaniale soggetto a uso civico. Ma, non furono nemmeno lambite le altre strutture che si trovano nelle stesse condizioni di illegalità. L'accusa di disparità di trattamento se non di “persecuzione politica”, dovrebbe cadere nei prossimi giorni, quindi. A confermare che prossimamente le ruspe torneranno sulla fascia costiera di Fondi, e principalmente nella torturata zona di Selva Vetere, non è però il dirigente dell'ufficio Urbanistico del Comune, ma il comandante dei vigili urbani, Dario Leone. Il quale conferma che le 400 ordinanze di abbattimento, delle quali ne sono state effettuate solo 150, dovranno essere tutte eseguite.
Marina di Fondi :: Demolizione degli abusi sul litorale