Allevamento di cozze nei pressi del litorale fondano

Discussione in 'Fondi e i fondani' iniziata da Emanuele, 4 Agosto 2017.

  1. Emanuele

    Emanuele

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    Faccio un breve riepilogo della situazione, sulla base di quanto riportato dai siti di informazione sull'argomento.

    Lo scorso 13 luglio, la direzione Agricoltura, Caccia e Pesca della Regione Lazio ha rilasciato una concessione marittima a scopo di allevamento cozze su uno specchio d'acqua di circa 30 ettari antistante i lidi fondani di Tumulito e Capratica, valida per 6 anni.
    Beneficiaria della concessione è la società Mitilflegrea con sede a Bacoli (NA).
    L'atto è disponibile on-line sul sito della Regione Lazio (http://pubbur.ised.it/PublicBur/burlazio/FrontEnd/RicercaAtto, atto numero G09852).

    Si tratta di un'area con una larghezza di un chilometro e una lunghezza di 300 metri, che dista 2.850 metri dal lido di Fondi, ed è in corrispondenza dello stabilimento Tahiti Club.

    allevamento-cozze.png

    Di seguito il link alla mappa google con la localizzazione dell'area di allevamento: https://drive.google.com/open?id=1xpDYbAV3DTh16krRPJ9XDQqjGyM

    Per la concessione sono stati ottenuti i pareri favorevoli da parte dell'Agenzia delle Dogane, della Capitaneria di porto di Gaeta e del Ministero dei Trasporti.
    Sono stati inoltre richiesti pareri tecnici al Comune di Sperlonga (07/07/2016) e al Comune di Fondi (29/03/2017), ma non c'è stata a quanto pare risposta entro i trenta giorni previsti, e quindi la Regione ha approvato la richiesta.

    La società aveva avanzato richiesta nel 2014, sia per Fondi (inizialmente per la zona del Lago Lungo) che per Terracina, a seguito della quale c'erano stati degli esposti alla forestale e alla Procura di Latina, legati ai possibili impatti dannosi sull'ecosistema del bacino del Lago Lungo.
    Ma secondo la perizia a supporto della domanda di concessione, a firma, come nel caso di Terracina, dell’esperto di navigazione Antonello Buono, l’impatto di filari e quant’altro sarebbe praticamente nullo. “L’attività di allevamento di mitilicoltura – si legge – ben si integra con l’habitat naturale del sito marino e la diversità ecologica ambientale, atteso altresì che non viene apportata nessuna modifica alle caratteristiche fisico-morfologiche, ambientali e paesaggistiche nel tratto di mare interessato” (fonte: H24 Notizie, http://www.h24notizie.com/2015/03/d...iness-delle-cozze-a-sperlonga-come-terracina/, http://www.h24notizie.com/2015/03/u...ichieste-per-concessioni-a-sperlonga-e-fondi/).

    Il Comune di Terracina già nel 2015 si era opposto, sostenendo che "l'allevamento danneggia la pesca, intorbidisce le acque, confina con un sito di interesse comunitario e pregiudica la navigazione". Opposizione anche da parte del'area politica PD, delle associazioni degli stabilimenti balneari e di quelle dei pescatori (fonte: H24 Notizie, http://www.h24notizie.com/2015/03/no-al-maxi-allevamento-di-cozze-le-ragioni-della-giunta-comunale/).

    Per quanto riguarda Fondi, il comune ha chiesto di revocare il provvedimento attraverso una diffida alla Regione Lazio, a cui seguirà eventualmente il ricorso al TAR (http://comunedifondi.it/comune-informa.php?news=2497), sostenendo che la propria mancata risposta entro i 30 giorni alla richiesta di parere tecnico non può valere come "assenso", lamentando inoltre il fatto che non era stato invitato a partecipare alla conferenza decisoria, tenutasi nel 2015, e di non aver nemmeno ricevuto il verbale di chiusura della stessa, e inoltre che la cartografia non è aggiornata.
    C'è stato inoltre anche un comunicato da parte del PD, a firma di Mario Fiorillo e Maria Civita Paparello, in cui se la prendono con l'amministrazione comunale per la mancata risposta nei tempi allla richiesta di parere tecnico e esprimono il loro parere contrario all'installazione dell'allevamento (fonte: H24 Notizie, http://www.h24notizie.com/2017/08/u...i-impianti-di-mitilicoltura-lallarme-del-pdx/).
    I motivi forniti dal PD sono i seguenti:
    1. L'attività non genera alcun beneficio per l'economia locale, visto che i concessionari sono campani.
    2. L'utilizzo delllo specchio d'acqua ai fini di itticoltura penalizza lo sviluppo turistico.
    3. Sarebbe opportuno effettuare un'analisi approfondita per valutare eventuali effetti sulla salubrità dell'acqua e sull'ecosistema marino.
    Oggi c'è stato un comunicato stampa anche da parte della Confcommercio Lazio Sud e Ascom Territoriale di Fondi, in cui si esprime la contrarietà alla realizzazione del progetto, a causa di pesanti rischi di deterioramento dell’ecosistema marino nonché di “scempio paesaggistico” (fonte: Fondi Notizie, http://www.fondinotizie.net/notizie...e-no-ci-opporremo-come-per-terracina-e-scauri).
     
  2. Emanuele

    Emanuele

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    A mio parere l'amministrazione del Comune di Fondi non ci ha fatto una bella figura non rispondendo alla richiesta di parere tecnico avanzata dalla Regione.
    Per quanto riguarda la penalizzazione dello sviluppo turistico non so fino a che punto possa avere effetto un allevamento posto a quasi 3 km dal litorale. Non credo che sarà visibile dalla spiaggia, e non credo che i bagnanti si possano spingere fino a quella distanza.
    Si è parlato anche di "intorbidimento delle acque", senza però specificare cos'è che lo causa. Non credo le cozze stesse, forse alcune attività svolte dagli itticoltori durante l'allevamento?
    Stesso discorso vale per il possibile "scempio paesaggistico" paventato dalla Confcommercio/Ascom, che francamente mi sembra un po' esagerato e poco motivato.
    Resta qualche dubbio invece sugli impatti sull'ecosistema marino, che forse sarebbe opportuno approfondire da parte di qualche esperto.
     
  3. Marcellone

    Marcellone

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    Ottima spiegazione , tra l altro nessuno fin ora aveva specificato che questo allevamento sarebbe stato impiantato a quasi 3km dalla riva. La mia opinione su questa vicenda a questo punto cambia un poco.

    Personalmente la mia idea è che l amministrazione fosse ben a conoscenza di ciò, e avesse esercitato il silenzio assenso, fintanto che è scoppiata la bolla della notizia, che oggettivamente ha creato non poco scalpore, ed è corsa ai ripari con le dichiarazioni di cui sopra.

    Il PD fa il suo lavoro di opposizione, criticando l operato del governo, anche se dimentica che sono i loro compagni di partito ad aver dato questa autorizzazione, e quindi si immagina avessero un canale informativo privilegiato, ma cadono dalle nuvole.

    La confcommercio Lazio sud e ascom tenta di mettersi in mezzo alla pioggia di critiche per avallare una sua importanza politica all' interno della società cittadina fondana.

    Mio modesto parere....ogni luogo riferimento o persona è frutto di fantasia lol
     
  4. bat21

    bat21

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    Mi inserisco nella discussione senza pretese ricordando a chi ci rappresenta a livello comunale, regionale e nazionale che l'argomento in oggetto non è altro che " l'applicazione " dei disposti del Piano Strategico per l'acquacoltura italiana periodo 2014/2020. Pertanto incazzato e lieto al tempo stesso della "figurina" fatta dall'amministrazione tutta per disinformazione legislativa e di pianificazione strategica al tempo stesso, colgo l'occasione per sciorinare qualche dato sicuramente sfuggito a lor signori ivi compreso Confcommercio/Ascom che paventa scenari di scempi paesaggistici.
    La predetta "Pianificazione" rientra nella programmazione richiesta dalle nuove politiche europee ( visto che i cd forzisti hanno buoni uffici con il sig Taiani dovevano almeno essere edotti) ed è parte integrante del nuovo periodo di programmazione del FEAMP e della politica marittima integrata e della " crescita blu", con impegno del Governo centrale e delle Autorità regionali - atte a promuovere lo sviluppo dell'acquacoltura italiana periodo 2017*2020.
    L'obiettivo centrale è la riorganizzazione del predetto comparto che all'attualità risulta frammentato in azioni locali non coordinate e volta al recupero di strategie e obiettivi ben definiti per rilanciare il settore nei mercati e promuovere la crescita e lo sviluppo delle attività ad esso collegati.
    Il predetto Piano assegna alle regioni un ruolo strategico per promuovere le politiche di sviluppo territoriale e garantire obiettivi di crescita e competitività in tutti i territori. Secondo scenari di previsione della Banca Mondiale e proiezioni di dati di consumo e crescita demografica, nel 2030, è prevista una richiesta di 261 milioni di tonnellate di prodotto ittici - di cui il 62% dovrà essere assicurato con prodotti di acquacoltura.
    La domanda europea di prodotti ittici al 2030 è pari a 23,4 milioni di tonnellate - con un incremento del 19% circa rispetto al 2007. Le Regioni italiane che rappresentano l'eccellenza del comparto all'attualità sono: Emilia Romagna e Veneto che detengono il primato nazionale con il 50% della produzione e seguite dal fanalino di coda- Regione Lazio con solo il 5,8% della stessa.
    Il FEP è il principale strumento finanziario che demanda le misure di programmazione alle Regioni. Le risorse finanziarie sono gestite e distribuite per il 33% dallo Stato e il restante 67% dalle Regioni ( vera e propria manna). il finanziamento pubblico per l'Italietta - FEP + nazionale - è stato all'incirca di 900 ml di € di cui il 74% destinato a Basilicata, Calabria, Campania e Puglia e, il restante 26%, alle altre regioni Fuori Obiettivo Convergenza. Le Concessioni demaniali su base regionale e per comparto produttivo periodo 2007/2013 per il Lazio ( miticultura) sono le seguenti:
    Nuove Licenze: 1;
    Tempi di rilascio: 6 mesi;
    Soggetti coinvolti: 6;
    Durata Licenza: anni 6
    Criticità emerse :
    - insufficiente programmazione settoriale in alcune regioni;
    - scarso confronto, partecipazione e coordinamento tra Istituzioni;
    - procedure amministrative lunghe, incerte e poco efficienti;
    - eccessivi oneri per Concessioni demaniali.
    Ora indipendentemente da quanto esposto ,la domanda sorge spontanea ovvero:
    Indipendentemente dalla richiesta fatta da Soc. campana circa la possibilità di concessione per l'allevamento , se la stessa richiesta fosse stata fatta da società locale, il comportamento degli attuali amministratori sarebbe stato lo stesso?
    Fermo restante che a parere dello scrivente l'ubicazione a circa 2 miglia marine dell'area prevista ad allevamento......
    1° non reca alcun impatto ambientale;
    2° se attualizzata la Concessione ne beneficieranno sicuramente le attività locali abbattendo ulteriormente i costi di trasporto del prodotto ;
    3° seppur limitatamente qualche nostro concittadino potrà beneficiarne per posto di lavoro;
    4° potranno essere messe in atto iniziative di trasformazione del prodotto sul nostro territorio ecc. ecc.
    Buon sabato a tutti.
     
    A Emanuele piace questo elemento.
  5. Francesco Fusco

    Francesco Fusco

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