Fondi. Morire a 24 anni per caporalato, ora basta chiudere gli occhi

Discussione in 'Fondi e i fondani' iniziata da brfiore, 1 Aprile 2016.

  1. brfiore

    brfiore

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    1 aprile 2016
    Morire a 24 anni per caporalato, ora basta chiudere gli occhi
    Diritti
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    Dopo il suicidio del bracciante indiano di 24 anni, le istituzioni dovranno dare seguito agli impegni presi di recente dal ministro Martina contro lo sfruttamento e il caporalato


    Si chiamava Singh, aveva appena 24 anni e faceva il bracciante nelle campagne della piana di Fondi, nel Sud Pontino, territorio a tradizionale vocazione agricola. E territorio anche a tradizionale presenza mafiosa, che proprio nelle campagne affonda le sue radici e trae parte del suo consenso.La vita di Singh in Italia è trascorsa nella penombra di un lavoro quotidiano svolto per pochi euro al giorno, tutti i giorni.

    Una condizione quotidiana che molti lavoratori e lavoratrici stranieri conoscono bene. Alcuni sopportano, altri denunciano attraverso sindacati e associazioni. Singh ha deciso invece a suo modo di uscire dalla sua condizione sociale attraverso il gesto più estremo immaginabile, quello del suicidio. Si è infatti tolto la vita nella giornata di martedì mattina impiccandosi con il filo bianco di un’antenna televisiva nella sua abitazione privata. Lo hanno trovato, scioccati, i suoi compagni che subito hanno chiamato la polizia, che non ha potuto che accertarne la morte.

    Una tragedia nella tragedia. Una morte che però pesa sulla coscienza di molti. Dei trafficanti di uomini, che lucrano sulle aspettative indotte e la povertà di migliaia di persone. Sui “padroni”, che usano i lavoratori come fossero braccia di loro proprietà. Sulle istituzioni, soprattutto locali, troppo distanti ancora da questi lavoratori e lavoratrici e dalla loro condizione, distratti da altro o interessati ad un quotidiano lontano dai temi del lavoro e della lotta contro lo sfruttamento. Emarginazione, segregazione sociale e violenze sono invece il pane quotidiano per migliaia di braccianti originari dello Stato indiano del Punjab. Singh lo sapeva, lo aveva imparato a sue spese nei campi agricoli del Sud Pontino. Come molti suoi compagni, era stato probabilmente vittima della tratta internazionale a scopo di sfruttamento lavorativo, sottoposto alla volontà diretta di un caporale, a volte anche indiano, che lo obbligava ad accettare una paga oraria di circa 3,5 euro al giorno per lavorare anche quattordici ore senza sosta.

    Non è il primo caso di suicidio per sfruttamento. È capitato anche l’anno passato, d’estate. Ancora un bracciante indiano decise infatti a Sabaudia, di togliersi la vita impiccandosi in una serra. Anche in quel caso ne parlarono in pochi e quel suicidio fu velocemente derubricato a gesto folle di uno squilibrato. Invece era carico di significato ed era stato compiuto con consapevolezza. L’emarginazione e la solitudine dei lavoratori stranieri, a cui spesso si somma lo sfruttamento e l’obbligo del silenzio – in pieno stile mafioso – hanno effetti devastanti sulle vite di queste persone.

    Sono i nuovi schiavi, vite di nessuno o di scarto direbbe Bauman, rondelle di un ingranaggio assai più ampio e complesso che si chiama agromafie e che nel pontino comprende organizzazioni criminali come il clan dei casalesi e la mafia siciliana. Per Bauman, le politiche globali hanno posto le condizioni per lo sgretolamento del tessuto sociale e per la crisi dell’identità dell’uomo contemporaneo. E infine inglobato nella produzione lo sfruttamento, legittimandolo almeno sul piano economico. Da qui discendono aspetti perversi della produzione agricola. Fra questi il caso di molti lavoratori ancora indiani che, per sopportare le fatiche nei campi, assumono sostanze come metanfetamine, oppio e antispastici. Lo scopo non è quello dell’evasione dalla propria condizione sociale ma la migliore sopportazione delle fatiche fisiche a cui sono obbligati nei campi agricoli.Assumere sostanze dopanti per restare schiavi e non far crollare la relativa produttività.

    È un sistema perverso di produzione e un modello sociale che ha una responsabilità diretta per la morte di Singh. Si deve ricordare che nelle campagne italiane si stima che siano circa 400 mila i lavoratori che vivono in condizioni di grave sfruttamento mentre 100 mila sono prossimi alla schiavitù. Singh era uno di questi, uno tra i tanti braccianti obbligati a chinare la testa dinnanzi al padrone. Una storia questa che non ha un lieto fine, ma che lascia intravedere una reazione e uno spiraglio di speranza che le istituzioni dovranno saper sostenere dando seguito agli impegni presi di recente dal ministro Martina contro lo sfruttamento e il caporalato, a seguito delle morti di alcuni braccianti la scorsa estate. Fatto che destò scalpore perché alcuni erano anche italiani ma ugualmente sottomessi a queste regole di semi-schiavitù.

    Intanto domenica prossima circa 1200 lavoratori indiani saranno impegnati in una assemblea pubblica presso il tempio Sikh di borgo Hermada. Hanno iniziato ad auto organizzarsi in associazione per far conoscere la loro condizione e far valere i loro diritti. Un fatto nuovo e importante maturato nel tempo anche grazie alla vicinanza di In Migrazione e della CGIL. Sarà un momento per discutere insieme di diritti, legalità, giustizia sociale, contrasto operativo alle mafie e ad un sistema padronale ormai consolidato. É un primo risultato non scontato. Frutto di anni di ascolto e discussione, di denunce e di sindacato di prossimità o di strada. Un lavoro politico innanzitutto che intercetta persone e coscienze.

    Come Forum immigrazione del PD sosterremo in tutti i modi e sedi questa iniziativa, chiedendo un ulteriore sforzo da parte di governo e autorità locale a difesa della legalità e dei diritti umani e civili di queste persone senza le quali l’economia agricola del Sud del Lazio rimarrebbe paralizzata.

    Vogliamo pensare che Singh sarebbe stato felice di questa iniziativa. Si sarebbe sentito rappresentato, protagonista, finalmente soggetto pubblico portatore di diritti e non rondella di un ingranaggio nelle mani di un padrone che non ha nulla dell’imprenditore. Avrebbe partecipato e forse capito di non essere più solo. Avrebbe capito che insieme cambiare e migliorare le cose diventa possibile.


    Marco Omizzolo

    Presidente In Migrazione

    Marco Pacciotti
    Coord. Forum immigrazione PD
     
  2. Eta Beta

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    Questa triste storia, con epilogo drammatico, a mio modo di vedere, va ad aggiungersi alle centinaia di storie simili di Italiani che si sono tolti la vita (imprenditori, disoccupati, sfrattati, emarginati), padri di famiglia che non sono riusciti a portare il "pane" a casa, a soddisfare le esigenze, anche minime delle loro famiglie, per gravi problemi economici legati alla crisi a sua volta legata all'ingresso dell'Italia nell'area euro.
     
  3. brandt

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    Ci mettevi in mezzo pure i Maro' e Salvini ti candidava a ministro dell'istruzione.
     
  4. Eta Beta

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    No, mi candidava a Ministro dello sviluppo economico.
     
  5. simpaolo

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    Ma questi lavoratori quanto guadagnano al giorno nella piana di fondi?
     
  6. eolica

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    Bella domanda, e ancora, in quali settori lavorano, sono regolarmente assunti pagando i contributi per la previdenza generale, dove vivono, quanto pagano di fitto, e a chi pagano il fitto, come si curano etc. ??

    Nessuno prova a conoscere l'entità, le dimensioni di una realtà e tutti sembrano, per un verso o per l'altro, avere pronta la soluzione.

    E, per uscire fuori dalla metafora, mi ripeto ( forse inutilmente), ma ci riprovo:


    " Premesso l'imprescindibile obbligo di rispettare tutti (italiani e stranieri) le nostre leggi, in un Paese normale, per ipotizzare qualsiasi iniziativa, in forma civile, organizzata e sinergica fra Istituzioni-Forze dell'Ordine-Servizi sociali e cittadini, si dovrebbe provare a:

    a) conoscere le dimensioni del fenomeno migratorio che interessa il nostro comprensorio;

    b) conoscere la qualità (professionale) dei componenti delle comunità extracomunitarie e/o comunitarie e l'utilizzo nel processo produttivo dell'area;

    c) conoscere, di riflesso, le situazioni abitative e sanitarie che ne derivano;
     
  7. Francesco Fusco

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    è una bellissima discussione, grazie
    -
     
  8. Fratello

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    La denuncia, di Bruno FIORE, del ragazzo Indiano impiccatosi a Fondi mette a nudo una terribile e tremenda realtà che, purtroppo, affonda le sue radici nel dirordinato marasma delle istituzioni preposte alla gestione del territorio.
    Una domanda semplicissima la voglio fare, naturalmente, agli addetti ai lavori ma a Fondi i sindacati, le opposizioni, l'ispettorato del lavoro, i vigili urbani, la guardia di finanza, i carabinieri, la polizia di stato, l'assessore alle politiche sociali, il sindaco e per ultimo mi preme aggiungere, anche, la Chiesa ci sono e se ci sono cosa fanno? visto che, quasi tutti, sono ben retribuiti con i nostri soldi.
    Caspita, mi è capitato di andare in farmacia e ho lasciato la macchina senza aver pagato il contributo della sosta, esattamente due minuti e poco più, ed ho trovato la multa ho pensato, subito, alla solerzia ed alla efficienza dei vigili molto urbani e pochissimo rurali e, nella stessa domenica, verso le ore 16,00 del pomeriggio mi capita di vedere una schiera di Indiani in fila per otto piantare peperoni in un campo e mi sono chiesto perché di domenica pomeriggio? quanti di loro sono regolari ed a quanti di loro vengono riconosciuti i fondamentali diritti? ho provato a chiedere a qualcuno della zona e mi è stato risposto che lo fanno tutti e la maggior parte di loro sono irregolari.

    Simpaticamente Fratello
     
  9. Francesco Fusco

    Francesco Fusco

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    a Fondi c'è vita politica ? c'è opposizione ? c'è coscienza etica e sociale ? c'è una morale laica e religiosa ?
    -
    i cittadini discutono ?
    -
    sembra un paese silente
    -
     
    Ultima modifica: 2 Aprile 2016
  10. eolica

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  11. bat21

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    Tutte queste storie per un suicidio. Pensate piuttosto alle decine di vittime Italiane immolate per la vostra Politica demenziale, stantia e fondata su teorie economiche grottesche e portate tutt'ora avanti dai Golpisti MONTI-LETTA-RENZI. CHE TRITTICO. Anzi fate una colletta e rispedite il feretro in INDIA anzichè addebbitare le spese a noi contribuenti.
     
  12. eolica

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  13. Fratello

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    Caro Bat 21 non è il suicidio che ci preoccupa ma le cause che lo hanno determinato la pietà per un ragazzo, indipendentemente dalle sue origine, è una prerogativa riservata, solo, alle coscienze in linea con la morale ed il buon senso. La morte di quel ragazzo è un pugno nello stomaco di tutti noi e, credimi, non serve a niente rifugiarsi dietro il paravento di chi, eventualmente e, a tuo dire, ha fatto di peggio.

    Sempre con ammirata simpatia Fratello
     
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  14. bat21

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    Caro Fratello Buona Domenica. Per me resta un numero statistico e sinceramente degli immigrati non me ne può fregar di meno visto il loro comportamento primordiale in una società civile. Comunque sono il primo a condannare gli occidentali e nella fattispecie i cd imprenditori agricoli locali che sfruttano per quattro cent di € queste diseconomie. Buona giornata.. Dimenticavo.... i Sindacati non si sentono?
     
  15. brfiore

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    Difficile anche solo immaginare una risposta alle affermazioni assurde contenute nel secondo periodo di questo intervento. La vita, ogni vita umana e, aggiungerei, anche non umana, non può essere solo un numero statistico. Se volevi dimostrare indifferenza alla vita e/o alla morte di un giovane di 24 anni, ci sei riuscito con un cinismo allucinante. Continuare col dire che gli immigrati hanno un comportamento "primordiale" rispetto a quella che sarebbe la società "civile", rappresenta il massimo della non conoscenza della realtà. Evidentemente hai dei parametri di giudizio della realtà che avrebbero bisogno di una correzione a 360 gradi.
     
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  16. bat21

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    Le correzioni dell'angolo giro non mi appartengono e poi siamo tutti di passaggio ...chi cinico e nazionalistico e chi benpensante nell'oblio della dottrina
    . Buona sereta
     
  17. eolica

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  18. Marcellone

    Marcellone

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    Se i compagni del povero ragazzo contribuiranno alla scoperta della veritá, potremmo sapere i veri motivi di questo grave gesto.
    Non possiamo asserire con certezza se la sua depressione era insita in lui prima di arrivare nel nostro Paese, o se ha trovato la disperazione tra i campi.

    Mi viene solo da dire, anzi da urlare, che il nostro governo dovrebbe probabilmente interessarsi alla pubblicizzazione di questi eventi, presso i paesi di provenienza, di qualsivoglia immigrato.
    Qui non è "ľ america", né tantomeno il paese di Bengodi. Esiste una crisi di liquiditá e di maltrattamento delle attivitá private (da parte statale, e da parte delle multinazionali), che porta questo genere di lavori ad essere sottopagati.
    Prima di lasciare le proprie famiglie, sarebbe necessario che sappiano cosa li aspetta.

    Tra ľ altro, proprio perchè si parla di gioventú, scrivo cosa ho notato in questo periodo : da qualche settiman, ć è un ragazzo giovane (17,22 anni), che si aggira per il centro chiedendo caritá ai passanti. É asiatico: indiano, bengalese o pakistano.
    Guardandolo mi chiedo come fa un ragazzo cosí giovane a stare per strada: lavora, non lavora, come ci è arrivato in Italia, dove dorme? Insomma mi chiedevo come mai le autoritá (i vigili), non si siano interessati a questa cosa. In fondo, bazzica proprio la piazza, sotto il castello, e non ha letteralmente soldi per mangiare, tanťé che deve andare a mendicare cornetti al bar.
    Chi lo ha abbandonato?
     
  19. Daniele

    Daniele

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    Condivido il pensiero di Bruno Fiore in risposta a Bat21. Ieri sera parlavo con un amico di un problema che all'apparenza può sembrare al di fuori di questa discussione.

    Le ragazze di oggi, si parlava, per andare a letto con un ragazzo hanno bisogno di cocaina per eccitarsi e senza questo "mezzo" non provano il piacere del sesso con un ragazzo.

    E riflettevo su questo aspetto: sarà che io a 41 anni ho ancora un'idea "romantica" del sesso: uso mani e lingua e non ho bisogno di strumenti esterni a me stesso per far eccitare una donna.

    Questo per dire cosa: che certe riflessioni fuorvianti" (e chiedo scusa alle virgolette) fanno parte di un humus che non si è costruito oggi. Ma deriva da decenni di "rincoglionimento" del pensiero, per quanto possa sembrare, umano.

    Ecco perché mi chiedo: i vari Salvini e soci, non sono altro che l'effetto di una causa che è stata posta anni fa.

    Piangere ora sugli aspetti perversi di tutto questo non porta molto lontano. Ed ecco che l'indiano diventa un numero.

    Qualche decennio fa un certo "se questo è un uomo" Primo Levi disse qualcosa sui numeri. Ma sicuramente per qualcuno Primo Levi da vivo era un numero (magari marchiato!) e da morto è sempre un numero.

    Ps: Che numero ha l'indiano nella statistica? Così lo gioco al lotto per martedì. Grazie! CfHO09IWIAA-ydI.jpg
     
  20. bat21

    bat21

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    Numeri o non numeri se ha problemi di gioco si sottoponga ad una seduta di ludopatia se poi le servono i numeri vada la sera a via Roma e cominci a vedere le cd risorse strafatte di ero, alcool ecc. e consulti la smorfia chissà potrebbe centrare una cinquina e sistemarsi
     

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