Petizione on line "Cambiamo la legge sulla legittima difesa in Italia!"

Discussione in 'Del più e del meno' iniziata da Eddy, 30 Maggio 2016.

  1. Eddy

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    Ridateci il cane dei Maro'!
     
  3. Eddy

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    IN UN PAESE CIVILE E "NORMALE" LA DIFESA DOVREBBE ESSERE SEMPRE LEGITTIMA ED IL DOMICILIO E LA PROPRIETA' PRIVATA SACRI E INVIOLABILI!

    Il Giornale.it
    Sergio Rame
    26 ottobre 2015
    Vigilante sparò a un ladro: condannato per tentato
    omicidio.
    I giudici di Milano escludono la legittima difesa: “Ha
    sparato mentre il ladro era in fuga”. Condannato a
    4 anni e 8 mesi di carcere.
    Mentre Francesco Sicignano è rimasto invischiato in
    un’accusa durissima (omicidio volontario) per essersi
    difeso da un ladro albanese che gli era entrato in casa
    per svaligiarla, una sentenza pesantissima del tribunale
    di Milano fa piazza pulita del diritto di legittima
    difesa.
    Un vigilante è stato, infatti, condannato a ben quattro
    anni e otto mesi di reclusione per aver sparato e ferito
    un ladro romeno che, insieme ad altri connazionali,
    stava cercando di rubare rame in uno stabilimento dismesso.
    La sentenza emessa dalla decima sezione penale,
    presieduta da Gaetano La Rocca, accoglie così
    l’ipotesi del pm Eugenio Fusco che qualifica il fatto
    come “tentato omicidio” perché “la guardia armata ha
    sparato mentre il ladro era in fuga”. È stata, quindi,
    esclusa la legittima difesa.
    Il tribunale di Milano getta benzina sul fuoco in un
    clima già di per sé incandescente. Mentre infatti la politica
    si divide sul diritto alla legittima difesa, i giudici
    milanesi hanno condannato a quattro anni e otto mesi
    per tentato omicidio un vigilante che ha ferito gravemente
    un ladro di rame con un proiettile esploso dalla
    sua pistola di servizio. I fatti risalgono al 29 giugno
    2011 quando l’uomo, che si trovava su un’area di
    Segrate nella quale erano in corso bonifiche, ha sentito
    un violento boato provenire da una botola. Stando
    alla ricostruzione fatta dallo stesso vigilante, il rumore
    era sembrato “un colpo di arma da fuoco”. La guardia
    ha, quindi, sparato ad altezza d’uomo centrando il ladro.
    Dopo la sparatoria il romeno era stato sottoposto
    a una delicata operazione chirurgica per un’infezione
    al polmone. La difesa del vigilante ha provato a sostenere
    in aula la tesi della legittima difesa, ma il pm ha
    dovuto escludere questa ipotesi e anche quella della
    legittima difesa “putativa”. Secondo l’accusa, infatti, la
    guardia non era in una situazione di pericolo perché i
    ladri non erano armati e stavano fuggendo (né l’imputato
    avrebbe ritenuto erroneamente, secondo l’accusa,
    di essere in pericolo in quel frangente). Data l’arma
    utilizzata, una pistola, e la distanza ravvicinata da cui
    ha esploso il colpo, gli inquirenti (il pm aveva chiesto
    la condanna a 5 anni) hanno escluso anche l’ipotesi
    delle lesioni con eccesso colposo in legittima difesa. I
    giudici hanno accolto la tesi del tentato omicidio con
    dolo diretto, anche perché non si trattava nemmeno
    di un caso di legittima difesa in un domicilio. Il vigilante,
    invece, nel corso del processo aveva provato a
    sostenere di essersi sentito in pericolo perché avrebbe
    sentito il rumore di una botola e lo avrebbe confuso
    con uno sparo. Inoltre, l’uomo aveva chiamato a testimoniare
    il fratello, con cui si esercitava al poligono
    di tiro, per dimostrare di non essere molto preciso nei
    colpi. Il ladro, colpito al torace, aveva dovuto invece
    subire un intervento chirurgico per fermare un’infezione
    polmonare.


    La Stampa
    18 dicembre 2015
    Sparò e uccise ladro, scarcerato dopo la grazia.
    L’imprenditore bergamasco Antonio Monella lascia
    il carcere dopo il provvedimento del Presidente della
    Repubblica.
    Antonio Monella, l’imprenditore bergamasco di Arzago
    d’Adda in carcere dall’8 settembre 2014 perché
    condannato in via definitiva per aver ucciso un
    ladro davanti casa, ha lasciato il carcere alle 12,10
    di oggi, dopo che il magistrato di Sorveglianza ha
    accolto la richiesta di scarcerazione presentata dai
    legali a seguito della grazia parziale concessa dal
    Presidente della Repubblica.


    PUGLIA
    La Gazzettadelmezzogiorno.it
    26 agosto 2015
    Troia, spara ed uccide.
    Presunto ladro entrato in casa.
    Sente dei rumori sospetti nel suo podere e, preso il
    fucile, esce dalla sua abitazione, fa fuoco e uccide
    il presunto ladro, Antonio Di Ciomma, di 67 anni di
    Cerignola con precedenti penali. È accaduto la notte
    scorsa verso l’una, in una campagna sulla strada provinciale
    125 tra Troia e Faeto, dove un uomo, Michele
    Marchese, di 52 anni, ha detto ai carabinieri di aver
    sparato a scopo intimidatorio contro una persona che
    si era introdotta nella sua campagna, uccidendola. La
    vittima è stata colpita alla schiena da un colpo di fucile
    che il proprietario del fondo deteneva regolarmente. È
    stato lui stesso a denunciare l’accaduto ai carabinieri
    del Comando provinciale di Foggia che dovranno ora
    far luce sull’episodio.
    Secondo una prima ricostruzione Marchese, dopo
    aver sentito dei rumori sospetti nel suo fondo, ha imbracciato
    il fucile facendo fuoco, a scopo intimidatorio,
    contro il presunto ladro, uccidendo Di Ciomma. Il
    podere si trova in località ‘Case RottÈ in agro di Troia,
    sulla strada provinciale 125, tra Troia e Faeto.
    AGRICOLTORE DENUNCIATO PER OMICIDIO
    COLPOSO - È stato denunciato per omicidio colposo
    l’imprenditore agricolo Michele Marchese che la notte
    scorsa ha ucciso, sparando colpi di fucile, un uomo,
    Antonio Di Ciomma, che era entrato nel suo podere.
    Secondo quanto accertato dai carabinieri, Marchese
    nella notte ha sorpreso due persone che si stavano
    introducendo nel cortile della sua azienda agricola,
    dopo aver praticato un foro nella recinzione.
    L’uomo, quindi, dal balcone di casa, - si è appreso dagli
    investigatori - ha sparato due colpi con il suo fucile
    a pompa calibro 12, legalmente detenuto e caricato
    a pallettoni, colpendo alla schiena uno dei presunti ladri,
    che è morto sul colpo, mentre il complice è fuggito
    nelle campagne circostanti. Indagini sono in corso per identificarlo.


    SICILIA
    Livesicilia\Ansa
    16 Gennaio 2016
    Spara a presunto ladro.
    In carcere per tentato omicidio.
    Un sessantacinquenne è stato fermato la notte scorsa
    dai carabinieri a Caltagirone con l’accusa di aver tentato
    di uccidere un uomo che presumibilmente si era
    introdotto nella sua casa di campagna in contrada
    Favara per rubare. L’anziano è stato rinchiuso nel carcere
    di Caltagirone con l’accusa di tentato omicidio.
    Il ferito è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale
    Cannizzaro di Catania.
    CALTAGIRONE (CATANIA) - Un uomo di 65 anni,
    Giacomo Purità, è stato fermato la notte scorsa dai
    carabinieri a Caltagirone con l’accusa di aver tentato
    di uccidere, sparandogli un colpo di fucile da caccia,
    ad un uomo, Orazio Lipsia, 34 anni, che presumibilmente
    si era introdotto nella sua casa di campagna in
    contrada Favara per rubare. Purità è stato rinchiuso nel
    carcere di Caltagirone con l’accusa di tentato omicidio.
    Lipsia è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale
    Cannizzaro di Catania.
    Secondo la ricostruzione dei carabinieri, dopo aver
    ricevuto sul cellulare l’allarme intrusione scattato nell’abitazione,
    il proprietario si sarebbe recato in auto sul
    posto accompagnato dalla figlia. Prima ha sparato
    alla ruota di un furgone trovato parcheggiato dinanzi
    casa, poi ha atteso che uscisse la persona che si trovava
    all’interno dell’abitazione. Quest’ultimo, nonostante
    l’anziano gli avesse intimato di fermarsi, sarebbe salito
    a bordo del furgone per tentare la fuga. A questo
    punto Purità gli avrebbe puntato il fucile attraverso il finestrino.
    Lipsia, uscito dall’abitacolo, avrebbe afferrato
    le canne dell’arma per cercare di disarmare l’uomo.
    Ne sarebbe nata una breve colluttazione al termine
    della quale l’anziano avrebbe esploso un colpo di fucile
    che ha raggiunto all’addome il giovane. Orazio
    Lipsia, nonostante la ferita, sarebbe fuggito alla guida
    del furgone ma a causa della ferita avrebbe perso il
    controllo del mezzo dopo qualche chilometro. Sceso
    dal mezzo avrebbe chiesto un passaggio ad un camionista
    che lo avrebbe accompagnato a casa dei
    genitori, a Grammichele. Da lì l’intervento dell’ambulanza
    del 118 che lo ha trasportato prima nell’Ospedale
    di Caltagirone e successivamente nell’Ospedale
    Cannizzaro di Catania, dove si trova ricoverato in
    gravi condizioni dopo aver subito un delicato intervento chirurgico d'urgenza.
    L’uomo è ricoverato nel reparto di rianimazione. Il
    fermato, al quale è stato sequestrato il fucile, trovato
    durante una perquisizione, alla presenza del suo avvocato
    è stato sottoposto all’esame dello stub e ad un
    interrogatorio al termine del quale ha confessato di
    avere sparato al giovane, circostanza confermata anche
    dinanzi al pubblico ministero Antonia Sartori, che
    ne ha disposto il fermo.
    Giacomo Purità, il pensionato di 65 anni fermato dai
    carabinieri con l’accusa di tentato omicidio dopo avere
    sparato a un ladro che tentava di rubare nella sua
    abitazione di campagna a Caltagirone, aveva subito
    un furto il giorno precedente. Anche per questo motivo
    si sarebbe recato nel casolare di contrada Favara,
    armato con un fucile da caccia, dopo avere ricevuto
    sul suo cellulare l’allarme intrusione scattato in casa.
    Purità, che adesso si trova in carcere, non aveva ancora
    denunciato il furto. La sua casa di campagna
    in passato era già stato bersaglio di altre incursioni.
    Orazio Lipsia, ferito da Purità e ora ricoverato in gravi
    condizioni nel reparto Rianimazione dell’ospedale
    Cannizzaro di Catania, ha numerosi precedenti per
    furti in abitazione. Nel suo furgone i carabinieri hanno
    trovato materiale ferroso, presumibilmente rubato.
     
  4. Eddy

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    EMILIA ROMAGNA

    Il Giornale.it

    Claudio Cartaldo

    17 novembre 2015

    Chiude il ladro in casa: denunciato per sequestro di

    persona.

    Il commerciante di Rimini: “Ho solo seguito le indicazioni

    della polizia. Io denunciato e il ladro libero

    di minacciare mia moglie”.

    Anche chi non usa le armi per difendersi, finisce male.

    Dopo i fatti - tristemente noti - delle rapine in casa finite

    nel sangue per legittima difesa, ora dall’Emilia Romagna

    arriva una vicenda talmente assurda da sembrare

    fasulla.

    Ma è tutto vero: documenti alla mano. O forse dovremmo

    dire “denuncia alla mano”. Perché si tratta

    di questo: un uomo ha chiuso nel suo negozio un ladro

    tunisino che lo ricattava e minacciava, andando

    a chiamare nel frattempo le forze dell’ordine. E per

    ringraziamento per aver sventato un crimine è stato

    denunciato.

    Il commerciante, Rogih Roumani, 28enne di origine

    egiziana, ha raccontato la sua storia - avvenuta a Rimini

    nella giornata di domenica - al Resto del Carlino:

    “Ho avuto solo il torto di aver seguito alla lettera le indicazioni

    che mi erano state dai carabinieri al momento

    della denuncia - ha detto - Non mi sono fatto giustizia

    da solo, non ho alzato un dito su quell’uomo, ho

    chiamato la Polizia per essere dalla parte della legge.

    E come è finita? Sono stato denunciato. Per sequestro

    di persona. Sono senza parole. Intanto il soggetto che

    mi ha minacciato e ricattato per ridarmi la bicicletta

    che mi era stata rubata, è libero e tranquillo, mentre

    io devo affidarmi ad un avvocato per difendermi da

    questa accusa pazzesca”.

    La brutta vicenda inizia domenica scorsa nel tardo pomeriggio:

    “Dopo aver visto in tv Roma-Lazio, ero sceso

    a portare fuori il cane spiega al Carlino - quando ho

    notato che era sparita la mia bici da 1300 euro, frutto

    di grandi sacrifici. Ho così sparso la voce tra amici

    e conoscenti e sono andato a sporgere regolarmente

    denuncia dai carabinieri. Sono stati proprio loro a dirmi

    di chiarmarli nel caso qualcuno si fosse fatto vivo

    per rivendermi la mia bici e di bloccarli, in attesa del

    loro arrivo. E così ho fatto”.

    Ma la “pistola” gli si è rivolta contro. Mercoledì in

    negozio si sono presentati tre persone per ricattarlo

    e chiedergli 70 euro in cambio della bicicletta. Oltre

    alle minacce di morte, uno di loro era anche armato

    con una siringa. “I miei vicini mi avevano già avvertito

    che dei loschi individui avevano chiesto di me. Quando

    li ho visti, da lontano, ho capito subito che avevano

    a che fare con la mia bici. Uno è entrato e, con

    una siringa in mano, ha iniziato a dirmi che lui non mi

    aveva rubato la bici, ma che se la rivolevo indietro,

    dovevo dargli 70 euro. Ha iniziato ad inveire contro

    di me in arabo. Gli altri due stavano per entrare nel

    locale ed io ho chiuso la porta e fatto segno ai miei

    vicini dalla finestra, di chiamare le forze dell’ordine. Il

    ragazzo tunisino è rimasto dentro ed ha continuato a

    minacciare me e la mia famiglia. Quando è arrivata

    la Polizia, ha interrogato tutti, sentito i testimoni. Poi

    mi hanno consegnato un foglio dove c’è scritto che io

    sono denunciato per sequestro di persona. Il tunisino,

    invece, è libero di minacciare mia moglie. Mi sento

    tradito da questo Stato, io che ho sempre seguito alla

    lettera la legge”.




    VENETO

    OggiTreviso

    Matteo Ceron

    4 giugno 2012

    Scopre i ladri in casa e spara in aria: denunciato.

    A finire nei guai un uomo di Farra di Soligo. Stavano

    rubando un motorino dal suo garage.

    Ha sorpreso i ladri in casa sua ed ha sparato in aria

    a scopo intimidatorio: è riuscito a farli fuggire, ma si

    è beccato una denuncia. Protagonista della vicenda è

    un cittadino di Farra di Soligo.

    Verso l’1,30 di questa notte ha chiamato i carabinieri,

    dicendo di aver appunto sorpreso due ladri che stavano

    tentando di rubare il motorino che aveva in garage.

    Arrivati lì, i carabinieri hanno raccolto la testimonianza

    dell’uomo e quindi hanno fatto scattare le ricerche dei

    ladri, senza però riuscire a trovarli. I carabinieri hanno

    poi scoperto che l’uomo, allo scopo di scoraggiarli,

    aveva esploso in aria un colpo utilizzando uno dei

    suoi fucili da caccia regolarmente detenuti.

    Un gesto che ha dato l’esito sperato, facendo fuggire

    i ladri, ma che ha anche fatto finire nei guai la stessa

    vittima del furto: l’uomo è stato denunciato per esplosioni

    pericolose.

    I carabinieri invitano la cittadinanza ad avvisare immediatamente

    le forze dell’ordine nel caso in cui si assista

    ad episodi del genere, evitando di compiere gesti che

    possono risultare deleteri.
     
  5. Eddy

    Eddy

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    Il Giornale d’Italia
    5 novembre 2015
    Condannato perché sparò ai ladri: Mattielli muore
    d’infarto.
    Dopo una lunga battaglia giudiziaria doveva scontare
    cinque anni e quattro mesi oltre a risarcire
    135mila euro ai nomadi che si erano introdotti nella
    sua proprietà.
    Dopo una lunga battaglia giudiziaria è stato condannato
    meno di un mese fa a 5 anni e 4 mesi di carcere
    e a un risarcimento di 135 mila per aver ferito a colpi
    di pistola due nomadi che erano entrati nel suo deposito
    per rubare. Ermes Mattielli, 62 anni, ieri è morto
    in ospedale dovuto allo stress “accumulato nell’ultimo
    mese vissuto in continua esposizione mediatica” sommato
    a “pregressi problemi”.
    A dare il primo annuncio è stato il sindaco di Velo D’Astico
    Giordano Rossi sulla sua pagina Facebook. ”Lo
    conosco dalla prima infanzia. È sempre stato un uomo
    molto semplice e riservato - ha raccontato il primo cittadino
    - dignitoso nella sua situazione economica non
    certamente facile. Viveva con poco e si accontentava.
    L’ultima volta che l’ho visto una decina di giorni fa mi
    ha detto che avrebbe fatto volentieri a meno di tutta
    questa risonanza mediatica. Era piuttosto stanco dentro,
    ma convinto di essere nel giusto e deciso ad andare
    fino in fondo con la causa, senza tentennamenti”.
    Mattielli era ricoverato da qualche giorno presso
    l’ospedale Alto Vicentino nel reparto di Cardiologia,
    per essere stato colto da un attacco di cuore, probabilmente
    dovuto allo stress delle ultime settimane, dopo la
    condanna definitiva impartita l’8 ottobre scorso. Giovedì
    le sue condizioni hanno cominciato ad aggravarsi
    e alla fine non ce l’ha fatta.
    Il 62enne artigiano di Arsiero (Vicenza) il 13 giugno
    2006 sparò a due nomadi che si erano introdotti nel
    suo deposito di ferri vecchi a Scalini di Arsiero, per
    rubare dei cavi di rame, ferendoli gravemente. Non
    era la prima volta che veniva derubato, come aveva
    lui stesso dichiarato: “L’ho fatto perché era 20 anni
    che subivo furti”, aveva detto.
    Mattielli il 4 luglio 2012 era stato condannato in primo
    grado a un anno di carcere (pena sospesa) per
    lesioni aggravate ed eccesso di legittima difesa, oltre
    ad un risarcimento di 120mila euro in favore dei nomadi.
    La sentenza era poi stata annullata durante il processo
    d’Appello, con la riqualificazione dell’ipotesi di reato
    in tentato omicidio. Si è quindi arrivati allo scorso 8 ottobre,
    quando l’uomo è tornato in tribunale ed è stato
    condannato.
    I suoi legali avevano annunciato l’intenzione di ricorrere
    in Cassazione. Ma non c’è stato il tempo.
    Il caso, anche in virtù di quanto accaduto a Vaprio
    d’Adda (Milano) dove il pensionato Francesco Sicignano
    che ha ucciso un ladro è stato accusato di
    omicidio volontario, aveva riacceso il dibattito sulla
    legittima difesa.
     
  6. Eddy

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    Il Giornale.it
    Mario Valenza
    1 ottobre 2015
    Sparò per salvare la sua villa dai ladri: condannato
    a 6 anni.
    L’imprenditore è stato infatti condannato in via definitiva
    a 6 anni e 2 mesi di reclusione per aver ucciso
    con un colpo di fucile, nella notte tra il 5 e il 6
    settembre 2006, un ladro albanese di 19 anni, Ervin
    Hoxha, che era entrato nella sua villetta e che stava
    allontanandosi dopo aver rubato il suv parcheggiato
    in cortile.
    La vicenda dell’artigiano di Vicenza condannato a risarcire
    i ladri, che erano entrati nel suo magazzino,
    a cui sparò, ferendoli entrambi, ha riacceso i riflettori
    sui vari episodi di vittime di furti e rapine che hanno
    reagito a chi li minacciava.
    Uno di questi casi, avvenuto nella Bassa Bergamasca,
    è approdato addirittura sul tavolo del presidente della
    Repubblica, Sergio Mattarella, al quale è stata presentata
    la domanda di grazia per Antonio Monella,
    54 anni.
    L’imprenditore è stato infatti condannato in via definitiva
    a 6 anni e 2 mesi di reclusione per aver ucciso con
    un colpo di fucile, nella notte tra il 5 e il 6 settembre
    2006, un ladro albanese di 19 anni, Ervin Hoxha,
    che era entrato nella sua villetta e che stava allontanandosi
    dopo aver rubato il suv parcheggiato in cortile.
    È in carcere da oltre un anno. Un’altra vittima di
    una giustizia che punisce chi cerca di difendersi.


    TOSCANA
    Spara al ladro colpendolo alla schiena: indagato
    per tentato omicidio.
    Si era accorto che dei ladri stavano entrando in casa
    propria e così ha sparato colpendo uno di loro, un
    cittadino romeno con precedenti per furto: adesso
    un ex poliziotto è indagato per tentato omicidio. Ne
    ha parlato Lucio Di Marzo su Il Giornale.
    di Lucio Di Marzo
    Sono stati i suoi due pastori maremmani ad avvertirlo
    che qualcosa non andava e quando si è svegliato
    ha visto una banda di ladri che forzava il cancello di
    casa sua, nella Maremma toscana.
    Era quasi l’alba quando Bruno Poeti, ex poliziotto
    64enne, che ora è agricoltore per professione, ha recuperato
    la sua pistola e aperto il fuoco sui banditi che
    nel frattempo cercavano di fuggire. A quanto emerge
    avrebbe sparato da una finestra.
    I ladri, di origini romene, sarebbero scappati con una
    Fiat Punto rubata sul posto, mentre Poeti sparava contro
    di loro. Nicolai Farcas, 38 anni, è rimasto ferito
    alla schiena e operato d’urgenza. Si trova nel reparto
    di terapia intensiva in gravi condizioni, ma non sarebbe
    in pericolo di vita. La polizia lo conosceva già per
    alcuni furti precedenti.
    Ora la polizia ha fermato Poeti per quanto accaduto
    a Querciolo, frazione non lontana da Grosseto dove
    si trova il suo podere. Dopo avere lasciato Farcas davanti
    all’ospedale, gli altri complici - pare fossero in
    tre - si sono dati alla fuga, ma sono poi stati presi. La
    procura ritiene che prima di arrivare a casa dell’ex
    poliziotto avessero compiuto altri furti. Nell’automobile
    rubata sono stati trovati gioielli e monili in un borsone.
     
  7. Eddy

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    LAZIO
    Roma Capitale news
    di Monica Gasbarri
    30 giugno 2013
    Casal Boccone, 81enne scopre ladri in casa e spara:
    un morto.
    Un anziano architetto di 81 anni ha ucciso sabato
    notte un rapinatore che era entrato nella sua villa per
    tentare un furto.
    Il proprietario, accortosi dell’infrazione nella sua villa
    di via Nomentana all’altezza di Casal Boccone, nella
    periferia nord della Capitale, ha sparato al ladro che
    aveva preso in ostaggio la moglie, immobilizzandola
    con dei lacci.
    Nel racconto dell’imprenditore, i ladri, sorpresi sul fatto,
    si sarebbero dati alla fuga, mentre lui sparava dei
    colpi in aria; uno di questi ha centrato uno dei banditi
    che è morto sul colpo, mentre gli altri due sono scappati
    a bordo di un’auto.
    La magistratura sta valutando il racconto e la posizione
    dell’uomo; sul corpo del rapinatore sarà effettuata
    un’autopsia.
    Quello del 29 giugno è solo l’ultimo di una serie di
    rapine in villa che si stanno consumando a Roma e
    Provincia.
    “Se ti sequestrano tua moglie davanti a te, la legano e
    le puntano la pistola in testa, in bocca... Erano incappucciati
    e avevano le pistole”, ha riferito al Tgr Lazio,
    parlando al citofono con il giornalista, l’imprenditore
    81enne. “Ho sorpreso il bandito e altri due complici
    nella villa dopo aver sentito dei rumori. Ho sparato soltanto
    a scopo intimidatorio, i tre erano armati. Io e mia
    moglie - ha aggiunto - ci trovavamo su due diversi piani.
    Ho sentito dei rumori ma non sapevo che era stata
    legata con del nastro adesivo. Mi sono affacciato alla
    finestra e ho sorpreso uno dei rapinatori in giardino,
    per questo ho sparato quattro colpi di pistola in aria”.


    SARDEGNA
    Libero.it
    3 dicembre 2015
    Sassari: sorprende un ladro nella sua azienda agricola,
    lo ammazza a bastonate.
    C’era un continuo viavai di ladri, ultimamente più che
    mai, nelle campagne del Sassarese. E per questo Gavino
    Addis passava spesso la notte in campagna per
    controllare la sua azienda agricola. Ieri sera ha notato
    qualche rumore sospetto e si avvicinato al buio. Qualcuno,
    proprio in quel momento, aveva già oltrepassato
    il cancello, forse stava tentando di rubare le sue
    pecore e così lui ha deciso di intervenire. È scoppiato
    subito un litigio violento ed è finita nel peggiore dei
    modi: l’imprenditore ha impugnato un bastone e ha
    colpito alla cieca. Valentino Saba, 64 anni, non ha
    avuto il tempo di fuggire ed è stato ferito violentemente
    alla testa. Ha perso i sensi ed è morto prima che in
    campagna arrivasse un’ambulanza.
    Tutto è successo poco prima di mezzanotte nelle campagne
    di Martis, un piccolo paese non lontano da
    Sassari, nel nord della Sardegna. Gavino Addis ha
    deciso di dare un’occhiata al gregge e all’azienda
    prima di andare a dormire e appena si è avvicinato si
    è reso conto che gli agnelli erano spaventati. Ha capito
    che nell’ovile c’era un estraneo e si è presentato
    con il bastone in pugno. Valentino Saba, un suo compaesano,
    è stato preso alla sprovvista e non ha avuto
    il tempo di darsela a gambe. L’imprenditore, uno che
    in paese tutti definiscono come persona perbene e pacifica,
    ha perso la testa. Dicono che fosse esasperato
    dai continui furti di attrezzatura e bestiame e quando
    si è trovato faccia a faccia con il ladro ha deciso di
    punirlo.
     
  8. brandt

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    Ridateci il cano'!
     
  9. stumacato

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    Firmata online ha la stessa valenza di firmarla in comune?
     
  10. brandt

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  11. Eddy

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    Questa storia la conoscevo già ... infatti ho firmato solo la petizione per la modifica del diritto di legittima difesa ... tutte le altre non mi interessavano.
     
  12. Eddy

    Eddy

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    PIEMONTE
    Tgcom 24
    5 maggio 2015
    Torino, sorprende i ladri in casa e spara: ferito gravemente
    un albanese.
    Il ladro non è in pericolo di vita ma potrebbe riportare
    conseguenze permanenti. Scappati gli altri due
    complici.
    Ha sparato a uno dei tre ladri che aveva sorpreso in
    casa, in piena notte, ferendolo in modo grave. Protagonista
    della vicenda un pensionato 79enne di Nole,
    nel Torinese. Il ladro ferito è un albanese di 39 anni,
    trasportato prima all’ospedale di Ciriè e poi al Cto di
    Torino. Non è in pericolo di vita ma potrebbe riportare
    conseguenze permanenti. I suoi complici sono riusciti
    a fuggire.


    MARCHE
    Repubblica.it
    26 dicembre 2011
    Rapine in villa: proprietario spara e uccide ladro a
    Recanati.
    Un albanese che si era introdotto, forse insieme a due
    complici, in una villa di Recanati per compiere una
    rapina, è stato ucciso la notte scorsa a colpi di pistola
    dal proprietario dell’abitazione. Il ladro è stato colpito
    alla testa e per lui è stato inutile il ricovero all’ospedale
    di Ancona. L’uomo che ha sparato, a quanto si
    apprende, deteneva regolarmente l’arma; è indagato
    a piede libero. Sull’episodio stanno indagando i carabinieri.


    CALABRIA
    Calabria.weboggi.it
    26 agosto 2015
    Spara a presunto ladro e lo uccide.
    Sente dei rumori sospetti nel suo podere e, preso il fucile,
    esce da casa, fa fuoco e uccide il presunto ladro,
    Antonio Di Cionna, 67 anni. È accaduto la notte scorsa
    in una campagna sulla strada provinciale 125 tra
    Troia e Faeto, dove un uomo - di cui al momento non è
    stato reso noto il nome - ha detto ai Cc di aver sparato
    a scopo intimidatorio contro una persona, uccidendola.
    La vittima è stata colpita alla schiena da un colpo
    di fucile che il proprietario deteneva regolarmente.


    UMBRIA
    Corriere dell’Umbria
    14 aprile 2013
    Spello, spara in aria con la pistola per far fuggire i
    ladri: caccia alla banda.
    L’episodio è avvenuto intorno alle 22 nella frazione
    di Acquatino. L’uomo li ha visti entrare in casa sua.
    Indagano i carabinieri.
    Notte movimentata ad Acquatino, frazione di Spello.
    Attorno alle 22 un uomo ha visto i ladri che stavano
    tentando di entrare nella sua casa e ha preso un’arma
    sparando un colpo in aria. In un primo momento
    sembrava trattarsi di un fucile, poi è stato precisato
    che ha sparato con una pistola. Sul fatto indagano i
    carabinieri. I ladri sono fuggiti. E ora sono in corso le
    ricerche da parte dei militari.


    UN CASO SU TUTTI
    Giornalettismo
    1 novembre 2012
    La guardia che deve risarcire il bandito.
    Un vigilante triestino è stato condannato per lesioni
    colpose ad un rapinatore di banca.
    Voleva soltanto “sventare il tentativo di furto in banca”,
    ma ora dovrà risarcire il rapinatore per “lesioni colpose”.
    Protagonista è Marco Dogvan, guardia giurata
    triestina di 39 anni, condannato dal giudice a pagare
    10 mila euro per aver colpito il vicentino Giorgio
    Azzolin, un vicentino che aveva tentato di rapinare
    un’agenzia Unicredit a Cavallino (Venezia). Lo riporta
    Giorgio Cecchetti per il Piccolo di Trieste.
    FURTO FALLITO - Il 28 giugno del 2004, mentre
    era fuori servizio - si trovava in banca per un prelievo
    di denaro, ndr - il vigilante era riuscito a far fallire un
    furto, mettendo in fuga il rapinatore sparando alcuni
    colpi con la sua calibro 9. Uno dei quattro colpi
    sparati verso l’auto dei malviventi, da una distanza
    di dieci metri, aveva però colpito Azzolin, che si era
    costituito parte civile.
    “La perizia balistica eseguita dai carabinieri del Ris di
    Parma e chiesta dall’avvocato Maria Giulia Turchetto,
    aveva stabilito che tre dei colpi avevano centrato il
    motore dell’automobile con la quale i rapinatori stavano
    fuggendo, mentre il quarto aveva colpito un finestrino,
    finendo poi sul viso di Azzolin. Non era stato
    dimostrato, dunque, che quel quarto proiettile era stato
    sparato per colpire la faccia, ma poteva essere finito
    sul volto del bandito a causa di un rimbalzo. È anche
    sulla base di questa perizia che il giudice Liguori ha
    condannato Dogvan non per tentato omicidio, bensì
    per il meno grave reato di lesioni colpose”
    L’ACCUSA - La richiesta del pubblico ministero Paola
    Tonini era di quattro anni per tentato omicidio, mentre
    il difensore si era battuto per l’assoluzione e in via
    secondaria per derubricare il reato in lesione. Così
    come poi è avvenuto. Il giudice veneziano Antonio Liguori
    lo ha infatti condannato a un anno di reclusione
    e al rimborso di dieci mila euro per lesioni colpose.
     
  13. Eddy

    Eddy

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    LA PROPOSTA DI LEGGE
    DI ITALIA DEI VALORI
    DEPOSITATA IN CASSAZIONE
    IL 17 FEBBRAIO 2016
    Proposta di legge di iniziativa popolare contenente
    “Disposizioni per la tutela dell’inviolabilità
    del domicilio e in materia di difesa legittima”.
    Relazione. Recenti fatti di cronaca hanno messo in
    evidenza l’esistenza di criminali sempre più spietati
    e spericolati che si introducono nelle altrui abitazioni
    o altri luoghi di privata dimora, compresi quelli ove
    viene esercitata un’attività commerciale, professionale
    o imprenditoriale. Questa criminalità, per lo più volta
    a commettere delitti di rapina o di furto, pone costantemente
    a repentaglio l’altrui e la propria incolumità,
    talora determinando legittime reazioni a difesa delle
    persone e dei beni.
    Siffatta criminalità, sempre più pericolosa e in continua
    crescita, da luogo ormai ad una situazione che
    genera fortissimo allarme sociale e fa lievitare la richiesta
    di rassicurazione. Mentre si auspica vivamente
    il rafforzamento delle misure collettive e individuali di
    protezione, anche attraverso il potenziamento delle
    forze di polizia e dell’’intelligence” trattandosi per lo
    più di bande e associazioni criminali, è ormai ineludibile
    ed urgente intervenire legislativamente nel senso
    di punire più severamente la violazione del domicilio
    col raddoppio delle pene (articolo 1, lettere a e c),
    escludendosi altresì qualsiasi responsabilità per danni
    subiti da chi volontariamente si è introdotto nelle sfere
    di privata dimora, e di accrescere la possibilità di difesa
    legittima senza incorrere nell’eccesso colposo (articolo
    1, lettera d), mentre il delitto sarà sempre punibile
    d’ufficio quando funzionale al compimento di altri
    delitti perseguibili d’ufficio, come la rapina o il furto..
    Siffatto ampliamento legislativo della tutela, volto anche
    ad evitare il rischio di alimentare la cultura dello
    “sceriffo fai da te” cavalcata da forze politiche estremiste
    nei toni, ma improduttive nelle soluzioni, vuole
    invece costituire un più forte deterrente verso la categoria
    di criminali dediti a furti e rapine nei luoghi di
    privata dimora, i quali così sapranno di non poter più
    beneficiare di scappatoie giuridiche e di non poter
    più volgere a proprio profitto norme dettate a tutela
    di persone per bene, quale la risarcibilità del danno.
    Chi si introdurrà nei privati domicili saprà, dunque, di
    pagare più severamente e di non potersi trasformare
    da aggressore in vittima chiedendo il risarcimento di
    danni: “imputet sibi” ogni possibile conseguenza del
    proprio iniziale agire criminale (articolo 1).
    Per le stesse ragioni chi difende l’incolumità o i beni
    propri o altrui all’interno del proprio domicilio non potrà
    rispondere della propria condotta, neppure a titolo
    di eccesso colposo in legittima difesa (articolo 2).
    PROPOSTA DI LEGGE
    Articolo 1.
    (Modifiche all’articolo 614 del codice penale)
    1. All’articolo 614 del codice penale sono apportate
    le seguenti modifiche:
    a) Al primo comma le parole “da sei mesi a tre
    anni” sono sostituite dalle seguenti ”da uno a sei anni”;
    b) Al terzo comma sono aggiunte le seguenti parole:”
    Ma si procede d’ufficio se il fatto è stato commesso
    per eseguire un delitto perseguibile d’ufficio”:
    c) Al quarto comma le parole “da uno a cinque
    anni” sono sostituite dalle seguenti “da due a sette anni”;
    d) Dopo il quarto comma è inserito il seguente:
    “Colui che ha posto in essere una condotta prevista
    dai commi precedenti non può chiedere il risarcimento
    di qualsivoglia danno subìto in occasione della sua
    introduzione nei luoghi di cui al primo comma”.
     
  14. Eddy

    Eddy

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    Vista la gran brutta aria che tira e che temo diventerà sempre peggiore ( come i recenti fatti di cronaca dimostrano!) se i nostri strapagati e nullafacenti politicanti non si daranno una mossa, tiro fuori ancora l'argomento.

    "C'ar'tozz'l'!" si direbbe in dialetto!

    Il buonismo, il lassismo, il perdonismo ed il garantismo non servono a nulla e le chiacchiere stanno a zero ... fino a quando, per la nostra ridicola legge, chi si difende finisce sempre e comunque sotto processo, rischia di finire in galera e di doversi vendere anche le mutande per pagare il risarcimento danni all'aggressore nel caso in cui lo ferisca o lo rinchiuda da qualche parte in attesa delle forze dell'ordine (paradossalmente si configura a suo carico il reato di sequestro di persona!) o addirittura ai suoi familiari nel caso in cui lo accoppi, i delinquenti continueranno a fare il loro porco comodo!

    Siamo in una situazione di vero allarme sociale ed i nostri strapagatissimi e nullafacenti politicanti se ne fregano mentre le nostre povere forze dell'ordine sono sempre più mal pagate, sottodimensionate e mal equipaggiate!

    Al momento sembra che l'unico ad aver fatto una proposta di legge decente in materia sia l'on. Nicola Molteni della Lega Nord:

    http://parlamento17.openpolis.it/singolo_atto/43345

    Non simpatizzo per la Lega ... ma, per quanto mi riguarda, visto l'andazzo, se Stalin, Hitler o il diavolo in persona presentasse un disegno di legge per modificare quel ridicolo art. 52 del Codice Penale in materia di Legittima Difesa sancendo l'assoluta e totale inviolabilità del domicilio, l'eliminazione dell'eccesso di difesa colposo con conseguente non perseguibilità della persona che si difende e la non risarcibilità dell'eventuale danno subito dall'aggressore avrebbe il mio voto ad occhi chiusi!
     
    Ultima modifica: 23 Marzo 2017
  15. Amico Fritz

    Amico Fritz

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    Carissimi,

    quando il ladro è entrato in casa il fatto è compiuto perchè prima che il proprietario di casa si armi e riesca a rispondere il ladro ha colpito o si è dileguato.
    Non sono per la "giustizia fai da te" ma per la "giustizia di Stato" per cui mi preoccuperei di ottenere un numero di pattuglie della Polizia congruo con le dimensioni del centro abitato, di presidiare e controllare realmente il territorio, di processare per direttissima ogni presunto criminale, di garantire l'applicazione di una giusta pena e che quest'ultima venga applicata senza sconti.
    Se la popolazione è costretta ad armarsi per supplire alle carenze dello Stato allora lo Stato non esiste più.
     
  16. Eddy

    Eddy

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    La soluzione da te proposta è quella ideale ... in uno stato ideale che però non esiste nella realtà!

    Invece, nella realtà quotidiana purtroppo, visto che ormai lo Stato è capace solo di tartassare con balzelli vari il povero cittadino e non di garantirgli un decente livello di sicurezza e tranquillità nemmeno in casa sua è necessario sancire l'inviolabilità e la sacralità del domicilio e della proprietà privata e applicare il principio che la difesa è sempre e comunque legittima e chiunque si difenda, in qualunque modo, non è soggetto a processo.
     
  17. Exiled

    Exiled

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    Caro Eddi,
    nonostante io non condivida quasi mai il tuo punto di vista ti leggo spesso e mi sei simpatico, perciò ci perdo due minuti a spiegarti il perché quello che dici secondo me mostra un poco la corda.
    Te la faccio semplice e chiara, il nostro ordinamento crea una scala di valori (Vita, Libertà, Salute, Proprietà.) e regola tutti i rapporti al suo interno sulla base di questa scala. Ora pare evidente che tra proprietà e vita c'è una certa distanza sulla scala.
    La ragione è semplice i beni vengono dopo l'individuo (la sua esistenza, la sua dignità e la sua integrità), orbene per garantire a chiunque di sparare o mazzolare a morte il ladro il nostro codice dovrebbe praticamente essere riscritto e con esso circa 2000 anni di civiltà giuridica. Ora che non esista cosa più infame che avere qualcuno che ci entra in casa è vero, come però è vero che massacrarlo sia molto più esecrabile.
    Stante la tua costruzione, se io salto il tuo cancello di casa (nota bene è già violazione di domicilio) per rubarti la bicicletta, tu hai il diritto di mettere fine alla mia vita e ciò indipendentemente dall'effettiva minaccia che io abbia costituito all'integrità della tua famiglia (la mia vita vale esattamente quanto una bicicletta, sono certo che coglierai il paradosso e che difficilmente per quanto incazzato tu possa sostenere che sia giusto).
    Capisco che a questo punto tu starai per accusarmi di essere il solito saputello, ma purtroppo la civiltà si attacca a queste piccole certezze.
    Ritornando al perché ciò che proponi è fuori dall'ordinamento, oltre che dalla grazia di qualsiasi Dio tu possa venerare, devo citarti un brocardo latino che sottolineava (2000 anni fa) la ripugnanza di un grande impero alla violenza privata, "ut cives ne ruant ad arma", ovvero la giustizia serve affinché i cittadini non corrano alle armi. Invece di creare un esercito di pistoleri, io investirei nella giustizia e nella polizia.
    Se tutti vanno armati un furto in casa si trasforma in un Mexican shootout e quando partono i proiettili al buio, con l'adrenalina e la paura solo il caso può evitare che a terra non rimanga un famigliare e non solo il ladro.Ti faccio sempre presente che a chiacchiere siamo tutti perfetti tiratori, poi quando arriva la paura...
    Ora dopo averti annoiato con questo sproloquio sono pronto alla tua replica che non mancherà ma sono sicuro che sarai più ragionevole di prima.


    Ps a chiosa di quanto sopra ti faccio presente che il ragionamento di cui sopra negli Stati Uniti, i ladri sapendo che chi verrà rapinato è armato vanno anche loro armati il che ha portato il numero degli omicidi per colpi di arma da fuoco a 15000 l'anno, circa 10 volte la media statistica dei paesi europei incluso il nostro che ha un tasso di omicidi bassissimo nonostante la camorra e la mafia.
     
  18. Eddy

    Eddy

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    In paesi molto più civili e organizzati del nostro come la Svizzera, l'Austria e la stessa Germania circolano molte più armi che da noi e la legittima difesa ha maglie molto più larghe ... non mi risulta proprio che il tasso di crimini violenti sia superiore al nostro ne' che la gente si prenda a fucilate in strada per un parcheggio:rolleyes:.

    Lasciando perdere gli Americani, che da questo punto di vista sono rimasti ancora ai tempi dei pionieri essendo la loro società multietnica da sempre molto più violenta e feroce della nostra:rolleyes: (più o meno come in certe zone del Sud Italia!:confused::eek:), e parlando in termini pratici, senza inutili e insulsi tecnicismi/sofismi da legulei (categoria che personalmente odio quasi quanto i criminali!:mad:) qui non si chiede una giustizia da Far West ma solo di eliminare dal codice penale la fattispecie dell’eccesso colposo di legittima difesa e di vietare la possibilità per l'aggressore o i suoi parenti di chiedere il risarcimento di qualsiasi danno subito in occasione del crimine da lui posto in essere:rolleyes:.

    In tal modo si dà all'aggredito la possibilità di poter difendere la propria o altrui incolumità e/o i beni propri o altrui senza subire processo e senza il rischio di doversi vendere anche le mutande per risarcire un delinquente o, peggio ancora, i suoi familiari:mad:.

    Così com'è adesso :confused:, la legittima difesa in Italia è una barzelletta che favorisce i criminali!:mad:
     
  19. Eddy

    Eddy

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    PROPOSTA DI LEGGE Art. 1.

    1. All'articolo 52 del codice penale, è aggiunto, in fine, il seguente comma:

    «Si presume, altresì, che abbia agito per difesa legittima colui che compie un atto per respingere l'ingresso, mediante effrazione o contro la volontà del proprietario, con violenza o minaccia di uso di armi da parte di persona travisata o di più persone riunite, in un'abitazione privata, o in ogni altro luogo ove sia esercitata un'attività commerciale, professionale o imprenditoriale».


    "... si propone, innanzitutto, la modifica della proporzionalità tra difesa e offesa, non perché non si condivida la necessità di evitare reazioni spropositate per attacchi privi di una reale offensività, ma perché tale norma si è nei fatti tradotta, anche a seguito della sua interpretazione giurisprudenziale, in una sostanziale inapplicabilità dell'esimente in esame. Siamo cioè di fronte a un caso in cui una garanzia, astrattamente condivisibile, finisce con il giovare anzitutto agli aggressori, imponendo all'aggredito valutazioni che non sempre possono essere compiute per capire l'entità del pericolo che si sta prospettando. Si è perciò fatta avanti nell'opinione pubblica la convinzione che difendersi possa, paradossalmente, far passare l'aggredito dalla parte del torto.

    ... sulla base delle considerazioni svolte si ritiene opportuna una modifica all'articolo 52 del codice penale prevedendo, sulla falsariga di un'analoga previsione del codice penale Francese, una presunzione di difesa legittima per gli atti diretti a respingere l'ingresso, mediante effrazione, di sconosciuti in una abitazione privata o presso un luogo dove si svolge un'attività commerciale professionale o imprenditoriale con violenza o minaccia di uso di armi o da parte di persona travisata o di più persone. Attraverso questa integrazione si intende rispondere alle necessità evidenziate dai più recenti fatti di cronaca che hanno creato un particolare allarme sociale, al quale il Parlamento non può restare insensibile.

    ... abbiamo indicato quale modifica all'articolo 52 del codice penale, quella di riconoscere sempre la proporzionalità tra l'offesa e la difesa quando uno o più delinquenti, introducendosi in una abitazione privata attraverso un'effrazione e con violenza o l'uso di un'arma, minacciano l'incolumità propria o altrui.

    ... la proporzionalità ci sembra scontata e doverosa, poiché ognuno deve potersi sentire tranquillo in casa propria.

    ... la maggioranza parlamentare e di Governo ha detto no. Ha ribadito come la proporzionalità debba essere sempre dimostrata dal cittadino onesto, che in questo modo è indagato dalla magistratura, deve sostenere dei costi per difendersi, con indagini che in genere durano anni, e spesso viene messo alla gogna. Insomma, la maggioranza evidentemente non ritiene legittimo tutelare le persone offese dal reato cioè coloro che hanno subìto un reato in casa propria.

    ... non vogliamo processi. Vogliamo certezze. La certezza è data dell'esplicarsi degli elementi oggettivi, attraverso l'aggiunta di un'ulteriore comma all'articolo 52 del codice penale, che vogliamo far approvare da quest'Aula affinché l'esistenza di determinati elementi consenta alla persona offesa, di diritto, cioè automaticamente, di essere tutelata attraverso l'applicazione della scriminante della difesa legittima.

    ... il messaggio che in questo modo la maggioranza vuol far passare è la distruzione sia del concetto di Stato e sia della giusta e serena convivenza tra le persone, poiché lo Stato abbandona «in casa propria» i cittadini onesti."
     
  20. Eddy

    Eddy

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    La tanto sbandierata modifica del sacrosanto diritto di legittima difesa è l'ennesimo inutile e insulso compromesso all'Italiana!

    Vorrei proprio vedere se i vari scienziatoidi del diritto in una brutta situazione, che non auguro a nessuno, si metterebbero a fare tanti sofismi e tuziorismi da buonisti, lassisti, garantisti e perdonisti de' sta' ceppa!

    Senza troppe inutili e insulse chiacchiere bisognerebbe semplicemente aggiungere all'art. 52 del codice penale le seguenti parole:

    "La difesa si presume sempre e comunque legittima, in qualunque momento e qualunque sia il mezzo usato, se sia diretta alla protezione della propria o altrui incolumità e/o dei beni propri o altrui, quando non vi sia desistenza e/o vi sia pericolo d'aggressione.

    In nessun caso l'aggressore e/o i suoi parenti possono chiedere il risarcimento di qualsiasi danno subito in occasione del crimine da lui posto in essere"
     
    Ultima modifica: 11 Maggio 2017

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