I fratelli Karamazov

Discussione in 'Fondi e i fondani' iniziata da Daniele, 6 Maggio 2016.

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  1. eolica

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    Il PORTO NON E’ IL MARE

    Il grande (per me) Beppe Severgnini nella sua rubrica Italians sul Corriere della Sera ha trattato, alcuni mesi addietro, in un servizio dedicato ai giovani di Ferrara (ma che può valere per tanti altri luoghi d’Italia),il tema del modo di vivere dei ragazzi italiani,nel quale tratteggia da par suo il tema del rapporto che essi vivono fra il “Porto”, inteso come la comunità, familiare e civica, che li accoglie e li protegge, ed il “Mare”, cioè il mondo esterno, l’avventura, la scoperta, sostenendo che essi dovrebbero decidersi a percorrere le strade di questo metaforico “Mare” per tornare, appagati e ricchi di esperienza, nel protettivo “Porto” della propria vita.

    Riporto uno stralcio dell’articolo, affidandolo alla riflessione, e se vogliono, degli utenti di “Fondani.it”,ad un contributo di idee, di emozioni, di sensazioni, per provare a guardarsi dentro…… guardando fuori.

    Evito, volutamente, di esprimere, al momento le riflessioni che il brano ha suscitato in me, che più giovane non sono da tempo ma che, pur restando per la mia intera vita ancorato a questo “Porto”, non ho mai disdegnato di ricercare forme e mezzi per allargare, pur restando ombelicalmente legato ai luoghi amati delle mia vita, le mie conoscenze, le mie esperienze, e appagare il mio desiderio di “Mare".


    --------------------

    “ I ragazzi italiani si ubriacano anche in posti brutti e solitari. Ma di lì cercano di scappare. A Ferrara, e nelle altre città-gioiello, rimangono. Ma così facendo scambiano il porto col mare, e potrebbero pentirsene.

    Il mare è quello che, a una certa età, bisogna provare: sfidando le tempeste, temendo la bonaccia, evitando il naufragio. Sono le città degli studi, i luoghi dei viaggi e dei primi lavori, l’Europa delle conoscenze e delle esplorazioni. Il porto è invece il luogo da cui si parte e dove si torna, per riposare, rifornirsi: e ripartire. Una città come Ferrara è un porto perfetto, anche perché è vicino al mare. Ma, ripeto, non è il mare.

    L’ho già scritto, lo ripeto: non c’è nulla di più triste, arrivati a una certa età, che capire di non essersi mai mossi. Di aver girato in tondo nel porto, accettando le sue piccole consolazioni: i soliti amici con cui tirare tardi, birra e corteggiamenti, un lavoro qualunque basta che arrivi. Non è un invito a scappare. E’ un invito ad andare perché poi sarà bello tornare. Il nostro viaggio non è infinito: per restar fermi avremo molto tempo, dopo.”

    Beppe Severgnini
     
    Ultima modifica: 12 Agosto 2016
  2. Daniele

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    "Io sono profondamente e coscienziosamente ateo, e non ho nessun tipo di problema religioso. Anzi, attribuirmi una tranquillità spirituale di tipo religioso è innanzitutto non capirmi, e poi offendermi. Non è Dio che mi interessa, ma gli uomini".

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  3. Daniele

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    Non si vive celebrando vittorie, ma superando le sconfitte...

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  4. Ziogaetano

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    Questione di punteggiatura:breve pensiero autodistruttivo
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  5. Daniele

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    Credo che questa massima del Boccaccio sia molto attuale nel panorama fondano, avvelenato dalla raccolta differenziata:

    E' meglio fare e pentere, che starsi e pentersi...
     
  6. Ziogaetano

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    Ci sono solo due modi per uscire da un campo di battaglia:con la testa del tuo nemico o senza la propria.
    Paolo di Canio prima di un Lazio Roma 3-1
     
  7. Ziogaetano

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    Ciao daniè :il Boccaccio parlava per aforismi, a noi il fare e pentere ci costera alcuni milioni di euro.
     
  8. eolica

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  9. Daniele

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    "Io prendo delle decisioni. Forse non sono perfette, ma è meglio prendere decisioni imperfette che essere alla continua ricerca di decisioni perfette che non si troveranno mai."


    (Charles De Gaulle)
     
  10. Eddy

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    "La vita è una sola ... o è una sola? Questione di accento sulla "O"!".

    "Il lavoro non è altro che quel male necessario il cui unico scopo è guadagnarci il tempo libero!"
     
  11. Daniele

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    Qualche istante fa giravo su twitter e mi sono imbattuto su un video di pochi secondi che mi ha lasciato senza fiato.

    C'era un cocker che scodinzolava davanti alla bara del padrone, morto a causa del terremoto dell'altro giorno.

    Ci sono immagini che, come alcune foto, ti lasciano senza parole, creandoti un senso di disagio dentro che non sai come colmare...
     
  12. eolica

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  13. Daniele

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    La magia della radio non conosce la parola "Fine".

    Ascoltare le partite del campionato tramite "Tutto il calcio minuto per minuto", immaginando cosa raccontano i radiocronisti ha un sapore che, per quanto vogliamo farlo essere vintage (per certi aspetti anche retrò) ha sempre quel fascino che la televisione banalizza con frasi inutili che spezzano quella magia che è il pallone che termina in rete... chiamandomi.jpg
     
  14. eolica

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    Io sono libero
    di Alfio Sciacca

    [​IMG]

    È passato esattamente un quarto di secolo dall'omicidio di Libero Grassi, l'imprenditore palermitano ucciso perché non accettò di piegarsi alla mafia del «pizzo».
    Non voleva pagare perché non intendeva dividere il frutto del suo lavoro con nessuno.
    Voleva solo fare l'imprenditore ma in qualche modo fu costretto a diventare un eroe.
    Dopo aver denunciato tutto alla polizia, Libero Grassi sfidò anche pubblicamente la mafia.
    Con una lettera aperta pubblicata sul Giornale di Sicilia li inviò a «non fare più minacce perché non intendeva pagare».
    Venne ucciso alle 7,45 del 29 agosto 1991 a due passi dalla sua abitazione in via Fleming, a Palermo.
     
  15. Eddy

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    "La radio fa riflettere le persone molto più della televisione ... non ha culi e tette che li distraggono!"

    (Badman)
     
  16. Daniele

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    Ero al supermercato e ho sentito "Radio Eurospin".

    Dopo un attimo di palese disorientamento ho pensato a George Orwell e al suo "1984": "Ci aveva visto lungo, molto lungo...".
     
  17. Daniele

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    Che poi, uno se ci riflette una domanda se la pone: perché al supermercato io devo sentire della musica???
     
  18. eolica

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    L’influenza della musica sugli acquisti
    [​IMG]
    Quante volte siamo entrati all’interno di un determinato negozio e siamo stati rintontiti da una musica ad alto volume, parecchio ritmata e spesso assordante? E in quali altri negozi, invece, siamo stati allietati da suoni soft e rilassanti?

    Vi siete mai chiesti perché? E soprattutto, per quanto tempo siete riusciti a sostare all’interno di uno piuttosto che dell’altro?

    Gli studi di psicologia della vendita hanno dimostrato un legame tra acquisti e musica, considerando quest’ultima come uno dei fattori principali che influenzano il nostro comportamento e il nostro modo di fare shopping. È stato dimostrato, infatti, che una musica lenta o rilassante ha l’effetto di prolungare il tempo della nostra permanenza all’interno di un negozio e ci permetterebbe di acquistare in maniera più logica e ragionata; mentre un mix di brani molto ritmati favorirebbe acquisti compulsivi e di conseguenza accrescerebbe il numero di clienti che entrano ed escono.

    Ci sono, per esempio, diversi negozi che essendo prettamente dedicati ad un pubblico giovane utilizzano nei loro store musica dance ad un volume piuttosto elevato, con lo scopo di richiamare clienti giovani e dissuadere allo stesso tempo le persone più adulte dall’entrarvi. Spiegato in termini più tecnici una musica veloce attiva l’amigdala, quella regione del cervello che ci distrae dalla razionalità e ci fa compiere scelte più istintive e irrazionali, contrariamente a ciò che facciamo invece se intrattenuti da una musica più riposante.

    La musica nei negozi, quindi, non è scelta spesso a caso. Anzi, è studiata intenzionalmente e viene utilizzata come strumento per connettersi emotivamente al consumatore.

    Ecco che questa strategia sensoriale punta soprattutto a coinvolgere i nostri cinque sensi nel momento in cui entriamo in un negozio (ma anche in un supermercato, in un ristorante, etc).

    Infatti, oltre alla musica vengono stimolati altri nostri sensi quali la vista e l’olfatto, sia attraverso una disposizione della merce adeguatamente studiata che attraverso la diffusione di fragranze che suscitano in noi delle reazioni specifiche a livello emotivo e influenzano il nostro comportamento d’acquisto. Pensate che questa strategia di persuadere all’acquisto è diventata persino una scienza che prende il nome di Neuromarketing ed è basata sulla psicologia, sul marketing e sulle neuroscienze. Il suo obiettivo è quello di capire cosa davvero il consumatore desidera e da quali prodotti viene maggiormente attratto. Quindi, se fino ad ora eravamo tutti convinti di essere in grado di scegliere cosa acquistare senza farci distrarre o condizionare da nulla, forse adesso dobbiamo un po’ ricrederci.

    Allora buono shopping e magari adesso fate attenzione quando entrate in un negozio se oltre a quell’oggetto che tanto desideravate acquistare ne portate a casa degli altri non proprio così necessari. Magari aver trovato un ambiente più gradevole, attraente e stimolante vi ha persuasi ulteriormente e inconsciamente.
     
  19. eolica

    eolica

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  20. elenamunno in Fiore

    elenamunno in Fiore

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    A prendere posizioni si perde qualcuno.
    A non prenderla, a volte si perde se stessi, di Alfredo Colella

    la gente ha paura di chi ha il coraggio di fare ciò che è giusto.
    Figurati di chi dice ciò che pensa.
    Le persone vere, spaventano, invece questo spazio mi induce a intervenire su fondani perchè mi ha molto colpito questo quasi dialogo a due tra Daniele e eolica, complimenti è veramente gradevole, perchè non perdersi oggi è già un miracolo, non smettere mai di cercarsi e amore per per se per gli altri, che vogliono migliorarsi e migliorare il mondo circostante, bravi continuate cosi Elena Munno !
     
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