Per sapere, per riflettere......

Discussione in 'Del più e del meno' iniziata da eolica, 13 Ottobre 2016.

  1. eolica

    eolica

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    Per una caviglia


    È domenica mattina ad Alessandria e il maresciallo fuori servizio Andrea Ghiazza sta correndo con le figlie tra i vialetti di un parco di periferia quando il suo occhio allenato agli sguardi laterali mette a fuoco una giovane donna intenta a scavalcare il guardrail per arrampicarsi su un cavalcavia. Urla alle bambine di non muoversi e schizza in avanti come Bolt. Duecento metri da record del mondo, col cuore che scoppia e la testa che prega: fa’ che mi aspetti. Lei non aspetta. Con gesti lenti e solenni si lega una bandana sugli occhi per non vedere le macchine che sfrecciano quindici metri più in basso, flette le gambe e spicca il volo. Ma il maresciallo Ghiazza è lì. Si contorce come un fachiro e le afferra una caviglia. Per un minuto infinito la tiene sospesa nel vuoto. Non ce la fa, non può farcela. E allora grida aiuto. Mentre il suo polso sta per spezzarsi, arriva un passante e prende la sconosciuta per l’altra caviglia. Ma anche così tirarla su rimane un’impresa. Sono in due adesso a gridare aiuto. Un nuovo angelo si materializza. E in tre ce la si fa. La ragazza è salva, le piaccia o no.


    Una storia che ti entra dentro perché dentro c’è tutto. Il coraggio e la prontezza di un carabiniere, l’altruismo di due privati cittadini che per una volta non si sono fatti i fatti loro. E il mistero di un dolore che non possiamo conoscere e di una vita a cui il destino ha voluto concedere, nel modo più eroico e rocambolesco, una seconda possibilità.


    Massimo Gramellini da "La Stampa"
     
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  2. eolica

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    In altre parole

    14/10/2016
    MASSIMO GRAMELLINI


    In una sorta di staffetta tra irregolari, nel giorno in cui il teatrante Dario Fo esce di scena, sul palco del Nobel per la letteratura sale il padre dei cantautori Bob Zimmerman, che cambiò il suo cognome in Dylan per rendere omaggio a Dylan Thomas, un poeta talmente formidabile che il Nobel non lo vinse mai. Dopo la parola parlata di Fo, i parrucconi pop di Stoccolma consacrano la parola cantata di Dylan. E i cultori di quella scritta - scritta per essere letta e non detta o messa in musica - insorgono. Baricco obietta legittimamente che nessuno si sognerebbe di assegnare un riconoscimento rock allo scrittore Javier Marias solo perché la sua prosa è musicale. Ma la domanda è se il Nobel debba premiare la scrittura più pura o non invece quella che più ha influenzato la società del suo tempo. Se il criterio è questo, il Nobel a Dylan ha una sua dignità, come la presenza di De André nelle antologie scolastiche con Montale.

    «Quante volte un uomo deve guardare in alto prima che possa vedere il cielo?» (da Blowin’ in the Wind). Molti versi di Dylan sono poesia, indipendentemente dalla carica emotiva della musica. Anche i versi di Omero erano accompagnati con la lira. Se nelle corti achee ci fossero stati i registratori, oggi ascolteremmo l’Odissea come un musical. Il vero limite di questo Nobel è di arrivare fuori tempo massimo: da troppi anni il talento di Dylan risulta esaurito. E allora forse si sarebbero potuti premiare scrittori non musicisti come Roth o Murakami, senza aspettare il giorno in cui saranno completamente suonati.
     
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  3. eolica

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    Ora et Foodora

    15/10/2016
    MASSIMO GRAMELLINI da : La Stampa


    Dopo lo sciopero dei fattorini di Foodora, il ministero ha deciso di inviare gli ispettori per verificare le condizioni di lavoro di questi ragazzi che girano le nostre città con le loro bici color fucsia per consegnare a domicilio i pasti ordinati attraverso una app del telefonino. Pagati a cottimo meno di una miseria, senza copertura per gli infortuni e i guasti al mezzo di trasporto. Uno di loro si è raccontato a «La Stampa»: trentenne laureato in attesa di un lavoro vero che non arriva mai, dopo una vita di studi si ritrova in bici come la madre postina vent’anni prima. Invidiandola pure, perché lei con la quinta elementare aveva lo stipendio fisso, la mutua e le vacanze pagate.

    Una storia come troppe. Ho la casella postale intasata di giovani adulti plurilaureati a cui vengono proposti stage non remunerati, pagamenti ballerini in voucher o addirittura accordi capestro, naturalmente orali, che prevedono la restituzione di una parte dello stipendio, pena la perdita del posto. Dietro molto di ciò che luccica di new, gig, app e start up - oggetto della venerazione beota di noi consumatori - si nasconde il mondo antico dello sfruttamento, intessuto di mestieri poco protetti e peggio pagati. Come se, invece che nel futuro, la tecnologia ci stesse riportando ai tempi di Dickens. Ora et Foodora, ecco la nuova regola ben poco benedettina: prega che ti diano un lavoretto a cottimo, mentre una minoranza sempre più esigua e famelica di trafficoni del web si arricchisce alle tue spalle, riproponendo in forme inedite l’eterno conflitto tra capitale e lavoro.


     
    Ultima modifica: 18 Ottobre 2016
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  4. eolica

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    Lo scalino


    18/10/2016
    Massimo Gramellini da: La Stampa

    Molti lettori brizzolati hanno commentato con toni paternalisti il Buongiorno sui fattorini a cottimo di Foodora. Da ragazzi anche loro si rompevano la schiena dentro lavoretti provvisori pur di guadagnare due spiccioli. Ma non la facevano tanto lunga e nessun adulto si preoccupava di compiangerli. Secondo questi lettori, ciò che avevo bollato come sfruttamento era un rito di passaggio con cui sono chiamate a misurarsi tutte le generazioni.


    Vorrei avessero ragione, ma il rapporto Caritas si è incaricato di smentirli, strillando che per la prima volta ci sono più italiani poveri sotto i 34 anni che sopra i 65, dove pure l’indigenza non manca. La massa dei giovani con le tasche vuote come la pancia è aumentata di dieci volte in meno di dieci anni. E non sono tutti nullafacenti, come vorrebbe farci credere un frusto luogo comune. Parecchi di loro un’occupazione ce l’hanno, ma talmente precaria e occasionale da esporli a ogni folata di vento. Basta una malattia improvvisa o l’assenza di un genitore solvibile per ritrovarsi scaraventati nel girone dei miserabili. È vero, cari brizzolati, i lavoretti sono sempre esistiti e in tanti li abbiamo frequentati. Però un tempo rappresentavano il primo gradino di una scala che avevamo la fondata speranza di percorrere, anche quando non eravamo i più bravi o i più raccomandati. Adesso per molti, per troppi, oltre il primo gradino si spalanca soltanto il vuoto. E chi marcisce sopra quel gradino e si sente pure dare del fannullone o del pessimista da chi sta in cima alla scala ha tutto il diritto di essere nervoso.
     
  5. Eddy

    Eddy

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  6. eolica

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    PER COLPA DI UN ACCENTO

    di GIanni Rodari

    Per colpa di un accento
    un tale di Santhià
    credeva d'essere alla meta
    ed era appena a metà.

    Per analogo errore
    un contadino a Rho
    tentava invano di cogliere
    le pere da un però.

    Non parliamo del dolore
    di un signore di Corfù
    quando, senza più accento,
    il suo cucu non cantò più.
     
  7. eolica

    eolica

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    Obiezione di incoscienza

    22/10/2016
    MASSIMO GRAMELLINI da "La Stampa"


    Non sappiamo ancora cosa sia veramente successo nel reparto di ginecologia dell’ospedale Cannizzaro di Catania, dove una donna incinta di due gemelli è morta dopo l’estrazione dei feti senza vita. I genitori e il marito giurano che il medico di turno, obiettore di coscienza, si sarebbe rifiutato di intervenire, nonostante la paziente si dibattesse tra sofferenze atroci. Avrebbe sostenuto di non potere fare nulla per lei «finché i cuori dei bambini non avessero smesso di battere». Ma ciò che sappiamo per certo è che in quel reparto lavorano dodici medici e tutti e dodici si dichiarano obiettori. Il dato nazionale non è molto inferiore: ottantacinque su cento. Se la società vantasse una simile percentuale di cattolici infervorati, le chiese sarebbero stracolme di fedeli e le messe domenicali si celebrerebbero negli stadi.


    Invece la coscienza di molti di questi obiettori risulta essere ispirata a più prosaiche considerazioni economiche. Prova ne è che una primaria di ginecologia del San Camillo di Roma raccontò che quattro di loro, per prenderne il posto durante una sua malattia, si affrettarono a firmare un foglio in cui rinunciavano all’obiezione. Ma non solo la coscienza è elastica. Anche la memoria. Quando una donna viene ricoverata dopo una violenza si ricordano di sottoporla all’esame per l’Aids, ma si dimenticano quasi sempre di somministrarle la pillola del giorno dopo. Sarebbe piacevole vivere in un Paese dove una donna che entra in un ospedale pubblico non fosse costretta a preoccuparsi della fedina morale del medico che ha di fronte.
     
  8. Ziogaetano

    Ziogaetano

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    Massima solidarietà a questi lavoratori come a quelli dei call center Almaviva che si ritroveranno senza lavoro tra qualche giorno o, nella migliore delle ipotesi, doversi trasferire da Palermo alla Calabria con lo stesso stipendio infame. Per quei lettori che intendono questo sfruttamento come inevitabile gavetta, ricordo che i call center pullulano di 50enni laureati ai quali la vita ha riservato brutte sorprese e che la gavetta, se proprio necessaria, l'hanno già fatta 30 anni fa. Ma il disprezzo maggiore va alle grandi aziende che si appoggiano a queste realtà per i loro traffici con gare di appalto a ribassi vergognosi che spingono aziende non più competitive a rivolgersi in Albania. Paese di merda (il nostro, ovviamente). Naturalmente, la buona politica e la buona scuola riguardano solo alcuni, come la signora renzi che lavora sotto casa. Casualmente.
     
  9. eolica

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    La notte dei frigoriferi

    26/10/2016
    MASSIMO GRAMELLINI da La Stampa


    Si aggirano col favore delle tenebre. Scivolano furtivi, reggendo sulle spalle frigoriferi e materassi, anche qualche divano andato a male. Sono i poteri forzuti e vogliono spegnere le menti più illuminate dei Cinquestelle. Il drammatico allarme è stato lanciato proprio da una di loro, la sindaca Raggi: le strade di Roma si stanno misteriosamente riempiendo di frigoriferi vecchi. Chi c’è dietro e magari dentro? Qualcuno ha azzardato: dipenderà dal fatto che il servizio di ritiro a domicilio è sospeso da mesi. Sciocchezze. Quei rifiuti ingombranti da rottamare sono una metafora. Come una firma d’autore. È lui, il toscanaccio del Sì, che sta organizzando questa migrazione di elettrodomestici clandestini, questa lunga notte dei frigoriferi, per attribuirne la colpa alla Evita Piagnon de noantri.


    Poi ci sono i materassi. L’assessora all’ambiente Muraro ci è rimasta secca, l’altra sera: stava passando per una piazza che i suoi netturbini avevano appena ripulito come la hall di un collegio svizzero, quand’ecco spuntarne uno accanto ai cassonetti. E chi lavorava in una celebre fabbrica di materassi, se non il capo della P2 in persona, Licio Gelli? La loro proliferazione per le strade di Roma fa dunque parte del famigerato piano di rinascita democratica con le molle. Eppure i cattivi non prevarranno. Dopo gli anni grigi del loden di Monti e dei monologhi-tisana della Boschi, i Cinquestelle hanno riempito la casella Cazzeggio lasciata libera da Berlusconi. Non ce li lasceremo portare via senza lottare: a colpi di materasso, se necessario.
     
  10. Daniele

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    Decidere di fare a meno della tv per sempre, avendo l'occasione di poter "rispolverare" la cara vecchia radio.

    Ascoltando e immaginando. Ascoltando e immaginando. Ascoltando e immaginando. Due passaggi che ogni tanto si perdono ed hanno bisogno di tornare a far parte della mia vita... CugrEOwXgAAyIO1.jpg
     
  11. elenamunno in Fiore

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    Più che vero il dubbio, perchè il tentativo di certezza porta stranamente all'incertezza !
    Quando vogliamo raggirarla siamo bravi tutti, quando proponiamo gli ideali,o l'etica morale anche, quando vogliamo far finta di sapere, di riflettere pure, ecco che viene fuori il tatticismo, il sapere occulto di crede di sapere e non sa, perchè tutto è da verificare e non travisare, tanto per fare !
     
  12. Eddy

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    "Nella vita ci vogliono risposte e certezze ... di domande e dubbi non sai che fartene ... il dubbio uccide l'azione!"
     
  13. eolica

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    Ottimisti e pessimisti, muoiono entrambi, per questo preferisco essere ottimista (Shimon Peres)
     
  14. elenamunno in Fiore

    elenamunno in Fiore

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    Proprio per questo ancora parliamo, scriviamo e azzardiamo opinioni, per il nostro ottimismo, comunque il dubbio è l'inizio del sapere, poi il sapere è potere, anche se si dice da noi chi capisce patisce !
     
  15. Eddy

    Eddy

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    "Al mondo esistono popoli di indole maschile e popoli di indole femminile ... i primi cercano di risolvere i problemi, i secondi perdono tempo a parlarne!"
     
  16. AjejeBrazov

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    Non so perché,ma volendo tener conto del tuo sistema di giudizio,ho sempre considerato i popoli scandinavi quelli di indole femminile,mentre quelli che si affacciano sul Mediterraneo,Italia in testa,popolo di indole storicamente machista,maschile,con le p@lle,insomma.
    Poi vedo che i primi,hanno un tenore di vita superlativo e noi...
    un sacco di problemi e tanto tempo perso per parlarne.
    Credo si debba guardare di più alla sostanza delle cose,e meno ai luoghi comuni.

    La tua simpatica provocazione mette comunque a nudo l'amara verità:
    I problemi esistono,e bisogna darsi una mossa per risolverli,possibilmente tutti insieme con i metodi adatti,senza allarmismi e tentazioni reazionarie,che farebbero,a mio avviso,un gran favore a chi detiene le redini del potere.

    Un saluto.
    @@
     
  17. eolica

    eolica

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    Cosa si può dire di più ??
    Un inno alla speranza, alla vita, per chi vuole lasciarsi "contagiare".
    Grande, grande, Vasco !!


    Voglio trovare un senso a questa sera
    Anche se questa sera un senso non ce l'ha

    Voglio trovare un senso a questa vita
    Anche se questa vita un senso non ce l'ha

    Voglio trovare un senso a questa storia
    Anche se questa storia un senso non ce l'ha

    Voglio trovare un senso a questa voglia
    Anche se questa voglia un senso non ce l'ha

    Sai che cosa penso
    Che se non ha un senso
    Domani arriverà...
    Domani arriverà lo stesso
    Senti che bel vento
    Non basta mai il tempo
    Domani è un altro giorno arriverà...

    Voglio trovare un senso a questa situazione
    Anche se questa situazione un senso non ce l'ha

    Voglio trovare un senso a questa condizione
    Anche se questa condizione un senso non ce l'ha

    Sai che cosa penso
    Che se non ha un senso
    Domani arriverà
    Domani arriverà lo stesso
    Senti che bel vento
    Non basta mai il tempo
    Domani è un altro giorno arriverà...
    Domani è un altro giorno... ormai è qua!

    Voglio trovare un senso a tante cose
    Anche se tante cose un senso non ce l'ha

    Lalalalala
    Lalalalala

    Domani arriverà
    Domani arriverà lo stesso
    Senti che bel vento
    Non basta mai il tempo
    Domani è un altro giorno arriverà
    Domani è un altro giorno arriverà
    Domani è un altro giorno
     
  18. Eddy

    Eddy

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    I popoli maschili ... o con le p.lle come dici tu per quanto mi riguarda ... vengono dal freddo!;)

    Dove il clima e la natura sono più ostili non si può perdere troppo tempo in insulse e inutili chiacchiere:rolleyes:.

    I popoli maschili sono nordici ... pragmatici, attivi e risoluti ... cresciuti a carne al sangue ... quelli femminili sono mediterranei e latini in generale ... pigri, piagnoni e mollaccioni ... cresciuti a pastasciutta e pizza:mad:.
     
  19. AjejeBrazov

    AjejeBrazov

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    Se diamo una connotazione culinaria agli eventi,hai ragione sul fatto che i popoli nordici mangiavano così tanta carne al sangue,che poi lo stesso,copioso,defluiva tutto alla testa.
    Quello stesso capo su cui deponevano orripilanti elmi cornificati durante le loro scorribande barbariche e mentre ci invadevano,già si faceva largo in noi (popolo mediterraneo) l'idea di istituire la figura del latin-lover e ricambiare,ma con la classe che ci è riconosciuta.

    Difatti,solo molto tempo dopo,essi realizzarono il vero significato di quei buffi copricapo,e di chi ne aveva attribuito un senso pratico durante la loro lunga assenza.

    Oggi sono un popolo colto,li vedresti accudire i figli,apparecchiare la tavola,fare la spesa e fare corsi di uncinetto,mentre le signore sono al lavoro.
    Secondo me hanno imparato molto dalle loro donne,e che non è il caso di allontanarsi troppo dal focolare domestico.

    In quanto a noi,la figura maschile in effetti perde colpi.
    Il nostro premier ce la mette tutta a risvegliare in noi un senso patriottico,poco ci manca che a torso nudo si faccia vedere al lavoro nei campi,ma temo che non arriverà alla stagione della mietitura...

    Abbiamo dimenticato poi una terza categoria,quella che alcuni vedono come il "male assoluto",contro cui la forza divina si accanirebbe con violenza sotto forma di terremoto.
    Secondo Radio Maria le unioni gay ne sarebbero l'origine.

    Mi domando allora cosa c'entrino gli
    abitanti di Amatrice e dintorni, e se la cui unica "colpa" sarebbe semmai,sempre per restare in ambito culinario, quella dovuta ad un eccessivo uso di pastasciutta all'amatriciana.
    Poi mi convinco che no,non può essere.
    Abbiamo di buono pure la dieta mediterranea,anch'essa universalmente riconosciuta,
    non toglieteci almeno questo primato.

    Un saluto.
     
    Ultima modifica: 6 Novembre 2016
  20. Eddy

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    Mio carissimo Ajeje ... fatto salvo il rispetto per quei poveracci di Amatrice e dintorni cui è capitata una delle peggiori disgrazie che possano capitare nella vita ... a cui Radio Maria con le sue deliranti affermazioni ha aggiunto un bel carico non necessario:mad: ... oggi mi ci trovi dritto per dritto per esprimere un pensiero fastidioso che da parecchi anni mi rode quei due o tre neuroni che mi sono rimasti:rolleyes:.

    Purtroppo, a mio personalissimo giudizio, ormai noi Italioti, logicamente mi ci metto in mezzo anche io nonostante da sempre mi vergogni di essere nato in questo schifo di paese, non siamo altro che un patetico e pietoso branco di smidollati, invertebrati, debosciati, frignoni, piagnoni, pastasciuttari, mangianutella drogati di calcio, tv, social networks e tette, menefreghisti, presunti furbi, del tutto incapaci di ragionare, privi di qualunque amor proprio e orgoglio nazionale salvo quello sbandierato in occasione delle partite di calcio della nazionale.

    Pigri, imbelli, spacconi, arruffoni, spreconi, indifferenti, sopportiamo tutto, facciamo manifestazioni sulle piazze ma nella nostra storia non siamo mai stati capaci di fare una vera rivoluzione.

    Per secoli siamo stati divisi in tanti comuni, signorie e staterelli vari quasi sempre in guerra tra loro ... anche la cosiddetta unità non è stata altro che una farsa, imposta dallo Stato sabaudo sardo-piemontese ... quando non ha potuto farne a meno.

    L'Italia è un paese nato per caso e per scommessa.

    Il popolo italiota non merita la democrazia. Così come l'abbiamo oggi, essa, svuotata di ogni potere popolare a favore di una burocrazia tremendamente parassitaria ci costa ogni anno decine di miliardi e serve solo ad alimentare divisioni, sperpero di danaro pubblico, corruzione a destra e a manca, interessi localistici e non nazionali.

    Negli altri paesi i cittadini sono appunto "cittadini" ... qui in Italia ormai siamo sempre più sudditi.

    Eravamo e siamo sempre più la barzelletta del mondo ... capaci di copiare agli altri popoli, che da sempre e con ragione ridono alle nostre spalle, sempre e solo il peggio e mai il meglio ... teatro in rovina di attori grotteschi e ridicoli, che ancora continuano a credere di essere al centro di una scena importante per le eredità del loro glorioso passato remoto.

    E' inutile continuare a dire che "Noi abbiamo avuto Leonardo, Michelangelo, Raffaello ecc. ecc.!" quando poi oggi non riusciamo nemmeno a ottenere un certificato da un qualunque ufficio pubblico senza fare una coda chilometrica e tante incaz.ature:mad:.

    E mentre la stragrande maggioranza di noi poveri Italioti fatica ad arrivare a fine mese il nostro paese è invaso da orde di barbari che noi accogliamo a braccia aperte pagando loro vitto e alloggio perché "Ce lo chiede l'Europa!" che di noi se ne strafo.te, la criminalità fa sempre più i suoi por.i comodi, giustizia, sanità e istruzione sono ormai sempre più allo sbando e livellate verso il basso e l'ennesimo premier-marionetta esponente e difensore di un'oligarchia dominante e nemmeno tanto occulta continua a fare proclami roboanti facendoci credere che basti parlare dei problemi per risolverli:(:(:(.

    Mi fermo qui solo perché non voglio continuare ... non perché non possa ... purtroppo ...

    Tanto sicuramente il mio sfogo d'anima sarà cancellato al più presto:rolleyes: ...
     
    Ultima modifica: 30 Gennaio 2017

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