... un territorio che frana …

Discussione in 'Fondi e i fondani' iniziata da Francesco Fusco, 22 Dicembre 2014.

  1. Francesco Fusco

    Francesco Fusco

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    dopo la S.S. Flacca adesso viene chiusa anche la S.S. Appia, quali ripercussioni sul MOF (collegato soprattutto dal sistema stradale) e sull’intera economia di Fondi, visto l’isolamento stradale del sud pontino ?

    un territorio che frana… al momento solo la fortuna ha impedito conseguenze più tragiche per l’incolumità dei cittadini…
     
  2. veggente

    veggente

    Guest

    Parlare di dissesto idrogeologico a Fondi è come cercare di convincere un mulo ad imparare a suonare il piano: siamo la città che riconosce la santità di un uomo che "fermò un masso con una mano" ed in cui si urla all'alluvione quando una pioggia sostanziosa inonda i campi privati di fossi di scolo. Fiato sprecato.
     
  3. Francesco Fusco

    Francesco Fusco

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    la S.S. Appia è stata riaperta
     
  4. Francesco Fusco

    Francesco Fusco

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    altra (terzo episodio critico) caduta massi adesso sul tratto Itri – Sperlonga: un territorio che frana
     
  5. geo

    geo

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    E’ veramente triste sentir parlare di dissesto idrogeologico solo quando si verificano episodi come questi.
    Ed è ancora più triste leggere “la strada Appia è stata riaperta” come se fosse stato risolto qualsiasi problema.
    E’ facile poi indignarsi all'indomani di emergenze, “il governo non fa nulla”, oppure “parlare di dissesto idrogeologico a Fondi è come cercare di convincere un mulo ad imparare a suonare il piano” e così via.
    Per quanto riguarda il comune di Fondi devo ammettere che da qualche tempo è sentito il problema di provvedere alla messa in sicurezza di versanti ad alta pericolosità sebbene forse non ci siano adeguati fondi per poter intervenire senza l’aiuto del governo regionale.

    Io però al di là delle questioni politiche di cui poco mi occupo, ricondurrei il problema su una questione che riguarda l'importanza di figure professionali come i geologi. Sono sempre sottovalutati, talora inascoltati e bistrattati.
    Spesso il loro lavoro serve solo a completare la documentazione richiesta dalle normative vigenti, non vengono chiamati preliminarmente ad un lavoro ma a cosa già fatte.

    Quello che si sta verificando attualmente è il risultato di anni e anni di completo abbandono del territorio, si fanno le strade, man non si mettono in sicurezza i tagli stradali e le scarpate sovrastanti; le barriere presenti sulla Flacca sono state messe dall’ANAS decine di anni fa; sono obsolete, inadeguate e oltre tutto sono state messe senza uno studio o un’analisi affidabile del problema della caduta massi. Quello della Flacca, a detta del geologo che io ben conosco, era un evento annunciato! Perché non sono intervenuti?

    Sull’Appia ci sono reti corticali sui tagli stradali che sembrano le reti delle gabbie dei pulcini piuttosto che reti a norma.

    Il clima, ed in particolare le abbondanti piogge fanno tutto il resto.

    Non si fanno rimboschimenti, non si fa manutenzione, in poche parole non esiste alcuna gestione del territorio.

    Il problema vero che la prevenzione e la corretta gestione del territorio è successiva solo all’analisi del territorio, così come è stato fatto con la microzonazione sismica.

    Ci vorrebbe una mappatura completa delle aree dissestate a livello comunale per poi poter stabilire una priorità d’interventi.

    Esiste una mappa elaborata dall’Autorità dei Bacini Regionali del Lazio; ebbene è stata realizzata solo con controlli visivi, da lontano, senza una minima analisi quantitativa approfondita. Sono state delimitate aree ad alta pericolosità geomorfologica o idraulica senza uno studio approfondito e per di più da una società del Piemonte che evidentemente ha preso l’appalto per quattro soldi. In tutto questo non è stato coinvolto un solo geologo del luogo che evidentemente conosce bene il territorio. Hanno scattato una fotografia e riempito una scheda e poi delimitato l’area con un tratteggio rosso. Non mi sento assolutamente di dire che intanto è stato fatto qualcosa, questo lavoro a mio avviso non serve a niente.

    La soluzione è quella ridurre le lungaggini burocratiche, semplificare le procedure amministrative, destinare ai Comuni le risorse per intervenire immediatamente e mettere in sicurezza il territorio sulla base di un’adeguata zonazione delle aree ad alta pericolosità/rischio. Una barriera paramassi ha un costo elevato e i comuni non hanno attualmente le risorse per metterla in opera senza un aiuto della Regione!

    Ogni professionista ha le sue competenze e deve essere utilizzato per le cose che sa fare in questi casi l’unica professionalità competente è il geologo.

    Il problema da risolvere è inoltre la mancanza di un tariffario di riferimento per le prestazioni professionali e ciò crea problemi al momento dell’affidamento dell’incarico perché c’è sempre chi il lavoro lo fa per quattro soldi senza forse neanche saperlo fare. Ma questo è un problema che in qualche modo esula da questa discussione.
     
  6. Francesco Fusco

    Francesco Fusco

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    - grazie "geo" per l'intervento che precede molto dettagliato;

    - a proposito del "geologo" tempo addietro il Comune aveva conferito l'incarico a un geologo: è terminato il suo lavoro ? i cittadini possono leggere cosa ha scritto questo professionista sul territorio di Fondi e sua sismicità ?

    - Fondi 26/12/14

    - francesco fusco
     
  7. geo

    geo

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  8. veggente

    veggente

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    Perdonatemi ma sono il solo a pensare che ci siano diversi organi preposti al controllo del territorio che usino i loro denari pubblici per assumere personale piuttosto che per curare le emergenze?
     
  9. eolica

    eolica

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    Se ti può consolare (ma con grande, grande amarezza per parte mia) siamo almeno in due.
     

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